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Perchè non andrò al Pride di Roma

Se c’è una costante nell’azione di Arcigay e D’Gay Project degli ultimi anni, questa è la ricerca della pecunia. Arcigay ha lo scopo di trovare a Marrazzo un lavoro nel campo della politica, mentre D’Gay Project è l’utile ombrello del Gay Village.

Se è così, occorre porsi delle domande serie sul quanto valga e come valga partecipare al Gay Pride Romano, che è organizzato da queste due associazioni dopo che quasi tutte le altre se ne sono andate.

Bisogna essere un po’ ingenui per non pensare che questo Pride sia un’occasione per queste due associazioni di accreditarsi come referenti del mondo gay; e del resto lo stesso Marrazzo passa compulsivamente tutto il suo tempo pubblico a spacciarsi come un interlocutore privilegiato, uno che può controllare i gay, uno che può impedire alla violenza di diffondersi, fortuna che c’è lui.  Mentre la Battaglia è il canale privilegiato con Alemanno, come se questo canale privilegiato nascesse dalle sue sapienze politiche o dalla profondità dell’analisi sociale che ha svolto nei suoi numerosi saggi, e non dal fatto che il Gay Village è un’azienda che fattura alcuni milioni di euro l’anno.

Interessi e battaglie legittimi, ma che non credo possano essere gli interessi del movimento gay (e per inciso, per pietà, fatela finita di dire movimento LGBTIQ, ma che c’avete problemi? Cosa sia il movimento gay lo capisce chiunque, e di sicuro non esclude nessuno, mentre il significato di LGBTIQ è riservato per pochi iniziati, me escluso che mi rifiuto di fare l’elenco delle categorie per includere tutte le categorie; l’utile compendio di tutte le razze della Terra lasciamolo agli anni ’30 del secolo passato).

Io non potrei pensare di andare ad un Pride dove ogni partecipante in più sarebbe per Marrazzo il modo di accreditarsi in più, e per la Battaglia il modo di fare un sondaggio di mercato per capire quanta gente andrà al Gay Village quest’anno; non mi sento proprio di manifestare dietro e insieme all’associazione delle partite iva e delle fatture gay.

Ma se tutti ragionassero così, mi potrebbe dire qualcuno, allora al Pride di Roma non andrebbe quasi nessuno! Sì, esatto, è quello che spero. Un grande flop sarebbe la prova che questa gente rappresenta se stessa, come ci diciamo sempre e continuamente ma come poi non mettiamo mai in pratica.

Ma se andiamo alla manifestazione poi evitiamo la strumentalizzazione? E come, di grazia? Ci mettiamo un cartello con scritto “Fabrizio Marrazzo ed Imma Battaglia non mi rappresentano”? Oppure fischiamo educatamente all’intervento di Marrazzo, che già so pieno di significato e di lucida visionarietà per un futuro migliore? Raccogliamo le firme contro gli organizzatori? No perchè guardate, facciamoci questo bagno di realtà, la notizia sarà che tot-mila persone hanno partecipato, e quei due si intesteranno tutti i tot-mila, contando anche sulle loro entrature nel settore dell’informazione, le stesse che fanno sì che si fa una fiaccolata auto-convocata e quelli fotografati sono loro, moderni eroi di questo gran ciufolo.

Sappiate che, fuori dal movimento gay, nessuno conosce queste dinamiche, e tutti pensano che l’Arcigay sia una lobby politica, e non l’associazione delle saune gay.

Quindi, io non andrò al Pride di Roma, con un grande senso di libertà nello scegliere di non andare.

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Lettera aperta alla signora Paduano

Gentile signora,

posso immaginare il trambusto e la preoccupazione, viva e sincera, che lei deve provare per suo figlio, che è stato lambito dalla vicenda Marrazzo. Io non sono in grado di dire come siano andate le cose, se è come la racconta la trans Natalie, per cui suo figlio l’abbia cercata, identificata come una trans del caso Marrazzo e quindi picchiata per scelta, o come dice suo figlio, che alticcio l’avrebbe caricata confondendola per una prostituta, e alla richiesta di 600 euro per del sesso orale si sarebbe rifiutato di pagare scatenandone la reazione.

Però, vorrei che lei chiarisse innanzitutto a se stessa, e poi a suo figlio, un paio di questioni.

Suo figlio dice che non aveva capito che Natalie era una trans, nonostante che si tratti di una persona alta un metro ed ottantacinque e dal peso di circa novanta chilogrammi: dice che la confusione potrebbe essere derivata dal fatto che era un po’ sbronzo dalla serata passata con gli amici.

Gentile signora, se suo figlio era così alticcio da non notare che Natalie è piuttosto grossa, allora egli non doveva mettersi alla guida di notte, perchè poteva ammazzare se stesso e qualcun altro.

Le dirò: io non penso, concordando con lei, che suo figlio sia omosessuale. Questo perchè un omosessuale non va con una trans, visto che è attratto da un uomo che sia il più virile possibile, non certo da chi ha scelto un doloroso, è il caso di ricordarlo, percorso di riconciliazione tra la propria identià psicologica e quella fisica.

Vede, gentile signora Paduano, io sono omosessuale perchè se è Sabato sera, se ho voglia di conoscere qualcuno, fosse anche per una sveltina, penso di conoscere un uomo e a quello punto, altrimenti viceversa sarei eterosessuale.

Ma questo, gentile signora, non vuol dire che non possa avere una curiosità, un desiderio o un cambio temporaneo della libido per cui non possa andare con una donna; e se questo avviene per un omosessuale, può immaginare come possa avvenire anche per un eterosessuale, che certo ha pressioni ben più forti a mantenere il proprio orientamento sessuale a prescindere da quanto comodamente si trovi in esso.

Vede, gentile signora, io capisco tutta la sua preoccupazione per suo figlio, che si è avvicinato ad un grumo ancora indisciolto fatto di violenza, sopraffazione, ricatti politici, soldi che girano, cocaina manco stesse nevicando, giornali che sanno e premier che gentilmente avvisano, suicidi ed omicidi che posso capire  tutta la sua preoccupazione di madre, perchè sarebbe potuto succedere qualsiasi cosa.

Però, molto poco capisco quanto lei si preoccupi di chiarire, supplicando quasi, che suo figlio non è omosessuale.

Suo figlio, gentile signora, è un puttaniere, e lei come donna e come madre non può accettare una cosa del genere come il minore dei mali. Perchè sono proprio i puttanieri (non dico come suo figlio, che abbiamo stabilito essere ubriaco ed anche un po’ fesso) pronti a svuotarsi con la prima trans che capita quelli che poi trattano queste persone come degli avanzi della società, impedendo loro di avere un lavoro normale e ricacciandole spesso nel mondo della prostituzione.

Si ricordi, gentile signora, che quando c’è una persona sfruttata, c’è sempre anche uno sfruttatore. E ogni tanto, volgere lo sguardo verso lo sfruttatore, e riconoscerlo per quello che è, è il primo passo per restituire dignità allo sfruttato.

Ricordi e abbia ben chiaro, gentile signora, che suo figlio non è omosessuale: gli mancano i coglioni per esserlo.

Due pesi e due misure (del cazzo)

Ah, se non ci fosse Pierluigi Battista!

Perchè sulla vicenda di Piero Marrazzo (una vicenda che finora rimane puramente personale, perchè Marrazzo a differenza di Berlusconi non ha preso una delle sue compagne di giochi e le ha promesso un posto pubblico o dei favori) lo splendiderrimo Battista scrive:

Resta solo da chie­dersi se e quanto sia stata condizionata l’attività pubblica di un presidente della Regione che da me­si vive costantemente in una condizione di ricatta­bilità […] Si tratta di un punto de­licatissimo, in cui la sensi­bilità politica dei protago­nisti dovrebbe far premio su ogni altra considerazio­ne giudiziaria ed etica. Se l’eventuale accettazione di un sordido ricatto è sta­ta la scelta di un rappre­sentante delle istituzioni, è difficile non immagina­re che le istituzioni stesse debbano essere messe al riparo da ogni sospetto e da ogni interferenza.

Parole forti. Che però Battista si è scordato di dire quando è stato il turno di Berlusconi, dove altro che tentativo di ricatto, lì c’era una organizzazione di ricattatori di cui l’unico che non si accorgeva era proprio Berlusconi. Però, in fondo, quello che Battista vuole dire è: finchè vai a femmine va bene, ma quando stai coi froci mi fai schifo. Solo che non ha il coraggio di apparire l’omofobo che è, per cui si nasconde dietro la categoria del ricatto, dimenticandosi di applicarla a tutti.

In Italia abbiamo due categorie di omofobi: quelli alla Binetti, che non si vergognano, e quelli alla Battista, che si vergognano. Dico: sempre meglio la Binetti.

Dai che se ci stringiamo c’è posto

Marrazzo e i suoi scagnozzi hanno deciso la chiusura dell’aeroporto di Ciampino, perchè è diventato troppo trafficato e quindi dà fastidio alle case che sorgono nelle vicinanze dell’aeroporto. Le case sono spesso case ex abusive ora condonate, ma questo è un particolare su cui Marrazzo glissa (non elegantemente).

L’aeroporto di Ciampino svolge una funzione essenziale per il turismo di Roma, consentendo di raggiungerla tramite dei voli low cost; parimenti, consente a molti romani di prendere l’aereo e liberarsi, almeno per alcuni giorni, dalla presenza di Marrazzo e di quella che l’Espresso definì, titolo in prima pagina, “La cupola delle tangenti”.

Ovviamente Marrazzo ha trovato – luì sì che si sa muovere – l’aeroporto alternativo a Ciampino, quello di Viterbo, che a Roma è collegata con la ferrovia. E’ sufficiente la lettura di questo articolo del Corriere sulle condizioni di quella ferrovia, dove già adesso il 100% dei treni arriva in ritardo, lo 0% dei bagni funziona, molti vagoni non hanno l’aria condizionata, pensare quindi a cosa può diventare quella linea se ci si aggiungono ulteriori viaggiatori, per concludere sulla competenza logistica di Marrazzo e dei suoi scagnozzi, che ci faranno perdere più tempo per arrivare in aeroporto, viaggiando in mezzo al piscio, che per volare.

Un ottimo candidato

(Ansa) – ‘Per storia e autorevolezza  personale credo che Goffredo Bettini sia il naturale capolista  del Pd nella circoscrizione dell’Italia centrale’, lo ha  sostenuto il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo,  interpellato a margine della riunione del consiglio d’  amministrazione degli Aeroporti di Roma all’Hotel Sheraton.  ‘Comprendo le difficolta’ che il gruppo dirigente del Pd, e  in primis il segretario Franceschini, deve affrontare per  costruire liste elettorali che siano rappresentative delle  diverse anime di cui si compone il partito – ha spiegato  Marrazzo – Non vedo tuttavia chi meglio di Goffredo Bettini possa rappresentare i democratici di Roma e del Lazio nella  competizione europea’

Traduzione: Ao’, e qua a fa’ er presidente de ‘a reggione me c’ha messo Varter. Che io, te dovessi dì, me ce trovo pure bbene, mantengo alto er profilo de incompetenza dei presidenti der Lazio, e anzi voglio ricordare qua Storace e Badaloni, robba che come i lazziali nun se so ancora ribbellati è un mistero, limortacci quello che semo stati boni a combinà. Comunque, io me ricordo degli amici, per cui sostengo Goffredo, che è quer ggenio che diceva che er piddì doveva esse er partito liquido, ammazza ao’! Quando lui e Varter se ne so andati stavamo al venti per cento, più che liquido me pare liquefatto. Comunque, basta che a Darietto Franceschini jè vanno male le elezioni, che io ce lo so che lui e Goffredo nun se so’ mai sopportati, poi se vede, intanto se curamo ‘li cazzi nostri as usual.

Si può (e come) votare un fascista alla guida della Regione Lazio?

No, vi prego, ditemi come si fa, che lo faccio. Ma proprio uno fascista alla Storace, uno di quelli che se ne frega dell’ambiente, uno che cementifica, perchè almeno è uno coerente, io non reggo più Marrazzo e il marrazzismo, questo modo curiale, peloso ed equivoco di fare il presidente di Regione, preoccupandosi di essere sempre a favore di telecamera.

Perchè Marrazzo ha deciso di chiudere l’aeroporto di Ciampino, che deve tornare (nelle sue fantastico piano) un aeroporto per i voli di Stato. Tutti i voli low-cost devono essere trasferiti a Viterbo, ignorando che a Viterbo l’aeroporto non c’è (c’è una pista per gli aerei da due posti) non c’è l’autostrada che lo collega a Roma, e anche se ci fosse ci vuole un po’ più di tempo ad arrivare a Roma che non partendo da Ciampino (Ciampino è a 4 km dal confine di Roma, Viterbo a 95). Anzi pare che il piano sia il rovescio di quello che si farebbe nei paesi normali, ovvero l’idea è che se c’è l’aeroporto a Viterbo poi necessariamente si farà l’autostrada, tanto in Italia con un paio di settimane si aprono i cantieri e i viaggiatori possono sopportare il momentaneo disagio. Come a Malpensa, no? Che sono dieci anni che aspetta i collegamenti.

Nell’attesa, Roma può anche rinunciare ad avere un aeroporto low-cost, così torneremo tutti con gioia a volare con Alitalia, un bel serbatoio di voti a cui Pierino Marrazzino non vuole certo rinunciare, lui alla poltrona ci tiene. Nè gli frega un cazzo se la chiusura dell’aeroporto di Ciampino significa anche la perdita di molti posti di lavoro nell’aeroporto stesso e nell’indotto.

Certo, l’aeroporto di Ciampino inquina, chi ci abita vicino ha dei problemi. E ci vorrebbe tanto a giungere ad una transazione economica con Ryanair in modo tale che chi subisce un danno possa comprarsi casa da un’altra parte? E Pierino Marrazzino non fa niente quando, pochi mesi fa, sono state date delle concessioni edilizie a ridosso dell’aeroporto? Che finiranno esattamente nel cono di volo, ovvero con gli aerei che passano sopra la capa di chi avrà la sventura di abitare in quelle case? Con i relativi rischi certi di inquinamento e i rischi possibili di incidente?

Ma a Pierino Marrazzino, che gli frega? So’ sempre voti, prima quelli di Alitalia, poi quelli di quelli che andranno a costruire in mezzo alle palle dell’aeroporto, per usare un termine francese.

E poi uno si domanda quale è il problema del PD? Davvero? E’ Veltroni? E Marrazzo che è, un potere auto-costituito?

Ha vinto Marrazzo

Arcigay Roma ha confermato Marrazzo alla sua guida, con circa 150 voti su 180 votanti.

Questo vuol dire che, innanzitutto, la Pezzoli è stata generosamente votata dai suoi parenti stretti. Ci vuole una grande ignoranza politica per mettere in piedi una lista che conta su trenta nomi, quando gli iscritti all’Arcigay romana sono alcune decine di migliaia. Significa essere un perfetto sconosciuto, mai visto o sentito, che pensa che si tratti dell’elezione del presidente della bocciofila della parrocchia per cui anche il voto di zia Matilde, che fa la marmellata tanto buona, aiuta.

Secondo, che tutti questi pensosi blogger tanto intelligenti e che tanto scrivono, in realtà non contano proprio niente. Questa lettura è interessante, è uno di questi blogger che sta rosicando abbestia, e rimango in attesa di vedere cosa scriverà chi ha cominciato una campagna a tratti anche eccessiva contro Marrazzo, accusandolo per assurdo di eccessiva trasparenza, lanciandosi poi in una serie di inutili sfottò, con le reliquie di San Marrazzo vendute su Ebay. Mi domando se certa gente abbia mai frequentato una sezione del PCI/PDS, capendo dove si trovava e costa stava facendo, perchè avrebbe imparato che l’avversario politico non si dileggia mai. Perchè poi vince con il 90% dei voti al congresso. Perchè nessuno va a votare per chi ha trovate da saltimbanco nella sua piattaforma politica.

La candidatura Pezzoli era molto modesta, con un programma insussistente (si sono pure vantati di averlo redatto tutti insieme) e una candidata signora nessuno, con il risultato finale che Marrazzo oggi ha un dominio più forte ancora su Arcigay Roma, essendo passato per il lavacro del congresso.

Auguri a Marrazzo di buon lavoro, e complimenti per la netta vittoria.

Temo che purtroppo ora verranno commenti del tipo che in fondo era importante fare questa battaglia pur sapendo che si perdeva (no: eravate ben convinti di vincere, così che i vostri blog sarebbero stati un luminoso faro del movimento romano se non italiano: ecco, vi confido, dei vostri blog importa veramente a poca gente, alla fine siamo i venti gay romani blog-muniti che ci leggiamo l’un l’altro) che il congresso è stato non del tutto regolare (conta poco, quando la tua base elettorale è il dieci per cento) che Mancuso li ha anche ringraziati (certo, per prendervi perfettamente per il culo, solo che siete talmente ignoranti di politica che nemmeno lo capite). Suggerimento: puntate alla presidenza della bocciofila di cui sopra. Zia Matilde sta già a fare la marmellata, e quelli sono tutti voti.

C’è una conclusione, amara. Arcigay Roma non ha nessuna capacità di rinnovarsi, e la pubblica opinione gay non esiste, i gay per primi se ne fregano, Se non se ne fossero fregati, avrebbero trovato una candidatura migliore della Pezzoli e l’avrebbero votata in massa (la candidatura, non la Pezzoli). La differenza rispetto a questo fatto è che alcuni di noi lo sanno, ed inscrivono questo in un più generale problema della società italiana, altri fanno la polemicuccia, oggi Marrazzo domani toccherà a qualcun altro.

Borzettate

Dai dai, facciamo attivismo. Che quanto ci piace a noi gay fare la grande battaglia per i grandi diritti per la grande associazione per il grande futuro!

Pare che si rinnovi il direttivo del circolo romano di Arcigay, quella patetica scusa per una associazione gay che è in mano a quell’ironia di uomo che è Fabrizio Marrazzo.

C’è una candidata alternativa, tale Federica Pezzoli.

Ora, qualsiasi candidatura alternativa a Marrazzo va bene (beh quasi qualsiasi, Luxuria sarebbe peggio) certo che questo non è un granchè gratificante. L’intervista alla Pezzoli che ho letto  mi è parsa modesta, a tratti surreale (pare che non ci siano solo gay, lesbiche, bisex e trans, ma pure gli handygay e gli orsi, non sapevo che gli orsi fossero un orientamento sessuale a parte, e ammetto la mia ignoranza con gli handygay. Mi domando comunque perchè mettere gli orsi e non gli skin, le uniformi, le secche, i palestrati, le fashion victim, staremo mica a fare i razzisti?) e il programma depositato pure non dice molto, due paginette del tipo “diamo spazio ai giovani” (una cosa che trovo sempre urticante, ma sono fisime mie).

Vabbè, che ci vogliamo fare? Come disse (mi pare) Pajetta a Novelli quando divenne sindaco di Torino e ammise d’essere preoccupato di non saper governare la città: “Peggio di così non farai di sicuro”.