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Piccole e grandi notizie di economia pratica

I. Mi sono reiscritto in palestra, dopo molti mesi di colpevolissima assenza. L’offerta che mi è arrivata insistentemente per SMS prevede che per i prossimi 4 mesi paghi solo 100 euro, ovvero uno sconto superiore al 50% della quota. Ho anche scoperto che, se avessi portato una persona ad iscriversi, io avrei avuto un intero anno gratis. Non è solo questa palestra che è mal messa, è una condizione generale e diffusa di persone che non ci vanno più perché cominciano a tagliare i consumi non indispensabili. Allo stesso tempo, vedo più persone del solito farsi una corsa anche per le vie cittadine.

II. Sette anni fa ho comprato un televisore, dove era previsto che avrei potuto pagare 100 in contanti, 90 a 6 mesi oppure 90 più interessi pagando a rate. Ovviamente i 100 in contanti erano finti, messi solo per farti accettare per l’intanto il 90 a 6 mesi, sperando poi che uno si scordasse di pagare e immediatamente diventava un finanziamento. Io ho pagato in tempo, e da allora ogni tanto mi arriva la pubblicità di Agos Ducato che mi suggerisce di prendere un bel prestito con loro. Negli ultimi tempi, questa pubblicità arriva con frequenza almeno mensile. Mi pare che loro abbiano un po’ di soldi da prestare e ci sia un sacco di gente a cui fanno comodo (per modo di dire, rimane sempre un prestito) per cui anche un invio massiccio di pubblicità è una iniziativa che si ripaga da sé.

III. Mi è arrivata anche la pubblicità del nuovo e ganzo ContoBancoPostaPiù (credo tutta una parola). Praticamente, è una linea di credito associata al normale conto BancoPosta, in cui fino ad una certa soglia di spesa mensile c’è l’accredito al 12 del mese successivo, e sopra scatta un finanziamento (detto: “seconda linea di prestito” o qualcosa del genere). Chi ha concepito questo strumento è un genio, credo che abbia almeno quattro lauree e parli sei lingue, perché le condizioni del finanziamento prevedono che sulla seconda linea di prestito si paghi una “commissione” di 50 centesimi di euro ogni 100 euro, che detta così pare pochissimo, ma poi diventa un TAEG massimo annuale dell’11,72 per cento (come da comunicazione della stessa Posta, peraltro e a loro onore scritto anche bello grande). Ma, giusto per consolarti, se superi una certa soglia di spesa annuale o fai l’addebito dello stipendio sul conto, non paghi i 31 euro annui che ci vogliono per avere il ContoBancoPostaPiù. Cioè, tu pagheresti per avere la possibilità di prendere dei soldi a prestito in modo continuo, pagando poi quindi anche gli interessi. Ma non solo, paghi anche per far parte del club dei privilegiati che, proprio perché pagano con questo conto Più, hanno lo sconto dal 2% addirittura fino al 40% sugli esercizi convenzionati. Chiaro no? Tu ti prendi il 2% di sconto subito sugli esercizi convenzionati, così magari superi la soglia della prima linea di finanziamento e passi alla seconda, dove hai un comodo 11,72% di TAEG.Poi l’addebito lo facciamo il 12, che è esattamente a metà strada dal 27, che è il giorno usuale di addebito dello stipendio, visto che se vuoi puoi rateizzare anche la prima linea di finanziamento.

IV. Mia sorella è stata licenziata dal lavoro a tempo indeterminato che aveva. Lavorava per una società che l’ha messa in un ospedale ad occuparsi di amministrazione, e l’ospedale ha ricevuto l’ordine dalla Regione Lazio (quella amministrata dalla Polverini, che gli altri l’hanno persa come acutissima ospite di Ballarò e noi invece ce l’abbiamo nel suo splendore di amministratrice accorta, operosa e sommamente ganza) di dimezzare il numero di collaborazioni esterne. Stiamo vedendo se e cosa si possa impugnare, ma pare poco. Di queste vicende, di interi rami d’azienda che vengono chiusi, ne sento sempre più spesso.

 

Ma, ovviamente, la crisi non c’è, se c’è l’abbiamo passata e l’Italia ha retto. In effetti sì, l’Italia ha retto, inteso come nome di cosa e non participio passato, un po’ come Ruby.

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Yocca

Il collega fa lo spuntino di mezza mattina, a base di Yocca e un po’ di noci. Gli ingredienti sono scelti in base ad un rigido programma nutrizionale, che gli fornisce tutti i dovuti nutrienti, in modo da permettergli di massimizzare i risultati dell’allenamento con i pesi in palestra.

Non che i risultati non si vedano, anzi, sta mettendo su un bel fisico. Ma mi pare che, più va da avanti nell’avere un bel fisico, e più la componente ossessivo-compulsiva predomini. Sono i primi giorni di Settembre, eppure già c’è la dieta da seguire, lo schema di allenamento fino a Dicembre, poi una idea di cosa fare fino all’estate del 2011, in modo tale da sfoggiare un fisico in spiaggia, parliamo da qui a 13 mesi, migliore di quello – comunque già apprezzabile – sfoggiato quest’anno, quando c’era un po’ di pancia perché ha preferito non mettersi troppo a dieta, per non perdere muscoli che gli servono per crescere ancora di più quest’anno in palestra ecc… ecc…

Sarebbe comunque un bel tipo, non il mio ma insomma uno che potrebbe anche avere delle soddisfazioni, ma più lo vedo e ci parlo e più mi convinco che sia un uomo (eterosessuale, senza dubbi e tentennamenti) con una grande paura delle donne. Per cui un po’ si avvicina loro, un po’ gioca, un po’ gli fa capire che lui è simpatico e divertente, ma poi tutto si smonta in pochi secondi, come un soufflé quando apri la porta del forno.

Mi colpisce, di lui, proprio questa dimensione ossessivo-compulsiva così totalizzante, per cui la persona con cui meglio interagisce è un altro palestricolo, uno che sarebbe da classificare nella categoria del bono se non fosse, purtroppo è, un altro uomo ad una dimensione. Quando li senti parlare insieme, ti prende un calo della palpebra che le poesie di Sandro Bondi a confronto sono un momento intellettualmente frizzante.

Io penso che fare sport sia una cosa essenziale, e che niente faccia stare meglio dal punto di vista fisico; ben sono consapevole che, da quando ho smesso di andare in palestra, colleziono doloretti e doloroni vari.

Appunto, ho smesso di andare in palestra; certo che, da quando non ci vado, la mia capacità di rimorchio non è diminuita, tutt’altro. Proprio questo collega si è lamentato con me che, poverino, sono due mesi che non fa sesso, io ho pensato a quello che ho fatto negli ultimi due mesi e ho smaccatamente finto solidarietà. E penso che non sia così strano non fare sesso se sei tutto preso da uno sport come il bodybuilding, in cui il focus e l’attenzione sono tutti su di te e sul tuo corpo, e non c’è altro che te e il peso che devi sollevare.

Penso pure che sì, dovrei tornarci, ma ora sarebbe appunto una ottima scusa, come dicevo qualche post fa, per non occuparmi di altre cose, per cui lascio la cosa in sospeso.

Ma il pensiero che più mi viene forte è che per un periodo io ho dato vita agli stessi comportamenti che questo collega ha oggi (non era yocca e noci, ma lo spuntino di mezza mattina che fosse nutrizionalmente equilibrato c’era tutto). Penso anche che questi comportamenti fossero una proiezione di un desiderio di starmene da solo per un po’ (anche il sesso all’epoca era piuttosto rarefatto) e che la mia terapeuta non abbia per niente affrontato questo tema della mia fissazione palestricola, occupandosi invece delle cose importanti; affrontate quelle, il comportamento ossessivo-compulsivo che c’era dietro s’è sgonfiato.

Questa è l’essenza di una psicoterapia: se un fatto A, latente, causa un comportamento B, palese, è del tutto inutile intervenire su B, anzi più lo si combatte e più si rafforza: è il grido di dolore della psiche che chiede di essere ascoltata per A. Un bravo terapeuta ignora quasi completamente B, considerandolo solo un mezzo per arrivare ad A, su cui poi interviene.

E’ il motivo per cui, a questo collega, non potrei certo dire: la tua maniacalità per la forma fisica, per un ipotetico domani in cui il tuo fisico sarà perfetto e quindi desiderato da una ancora più ipotetica donna, è un modo per posporre un confronto con il genere femminile che ti mette paura, quindi dovresti smettere di mangiare lo yocca ed andare a femmine, avendo anche più fiducia in te stesso, senza cercare la donna perfetta perché tu non sei e non sarai perfetto; avrei ragione nella considerazione fatta, ma a parte che lo farei incazzare oltre ogni ragionevole limite, non servirebbe assolutamente a niente, perchè avrei parlato del comportamento palese e non di quello latente.

Mi rimane, nei confronti di questa persona, un senso di dispiacere, perché non è una cattiva persona, e lo vedo che gira e gira intorno a se stesso senza potergli nemmeno dire qualcosa; fa parte del mio nuovo contesto lavorativo: quando sei in un posto dove tutti o quasi vengono da aziende diverse, allora puoi permetterti anche di giocare oltre e fuori le righe, tanto non hai da perdere una carriera; ma devi rimanere molto più prudente in un posto in cui, potenzialmente, potresti rimanere per anni.

Ho la febbre

E se non è febbre ha tutti i sintomi, sopratutto una fastidiosa tosse.

Ieri ho sostenuto l’esame di certificazione. Non so quanti sappiano cosa è l’uso e l’abuso degli esami di certificazione nel mondo dell’informatica, per cui brevemente: un esame di certificazione è un esame forganizzato da un privato (azienda, associazione professionale) che certifica, a seguito del superamento dell’esame, la conoscenza di un certo strumento tecnico di lavoro (un linguaggio di programmazione, una applicazione) o di una metologia (gestione dei rischi, dei progetti, del sarcavolo). Non tutti gli esami di certificazione sono uguali, alcuni sono particolarmente difficili e costosi (possono occorrere anni di esperienza e di studio per superarli, oltre al pagamento di soldi sufficienti a comprare una berlina) altri sono molto più popolari (molti conosceranno la patente europea del computer). Si tratta di una istituzione tipicamente anglosassone, che fa guadagnare molti soldi a chi organizza questi esami ed è piuttosto richiesta nel mondo del lavoro dell’informatica, in molti casi ci sono certificazioni che hanno più valore, agli occhi del datore di lavoro, di una laurea di cinque anni.

Comunque, l’esame è stato superato, la certificazione ottenuta, spero che sia utile per il posto di lavoro per cui l’ho presa (comunque, è anche molto richiesta nei paesi anglosassoni) ma questo ha avuto chiaramente un prezzo. La sera prima dell’esame ho scoperto che avevo studiato la vecchia versione del sillabo e nessuno me lo aveva nè detto nè scritto da qualche parte, così in tutta fretta ho preso il libricino che avevo comprato giusto per sicurezza come ulteriore materiale di studio e mi sono messo a studiare. Tra questo stress, il freddo che ha fatto la mattina, l’essere andato in giro senza ombrello ecco qua che ora ho la febbre.

Mi pare che, in termini simbolici, la febbre ci stia tutta. Mi ero molto abituato a dire che, da quando facevo palestra, la febbre non mi era più venuta, e i miei raffreddori duravano pochi minuti, così come al più c’era uno starnuto isolato. Questo faceva parte di un equilibrio complessivo (forse è meglio dire di una staticità) e proprio negli ultimi tempi mi sono trovato a pensare se fosse congruente che, mentre vorrei cambiare molte cose della mia vita e ne sto cambiando anche alcune, la palestra rimanga esattamente la stessa. Stesso luogo fisico, stesse persone, stessi istruttori, e nessuno di questi fattori mi entusiasma più, anzi a volte sono infastidito da quello che dicono e da come si comportano.  Con un mio istruttore ho discusso del fatto che la forma verbale sia “we are” e non “we is”, giusto per dare un’idea. E ho fatto voto di atarassia, non dicendogli che sarà tanto bravo ad allenarsi ma scemo come una capra, cosa che ci starebbe tutta visti i giudizi non lusinghieri nè incoraggianti che qualche volta si è lasciato sfuggire sul mio conto.

Tempo fa, mentre facevo un esercizio, mi sono quasi bloccato, sorpreso, a pensare che finchè fossi rimasto in quella palestra non sarei cresciuto più di tanto, una metafora (magari allegoria è un po’ troppo) del fatto che finchè me ne rimango nella quieta provincia non vado avanti più di tanto. Non posso sperare che la palestra abbia un ruolo apotropaico, che altrimenti diventerebbe un elemento di staticità, e nella staticità c’è la morte, non la vita.

Misurata intanto la febbre, 38.3 di prima mattina. Verso nuovi orizzonti!

Poi, credo che anche questa conoscenza con l’indiano mi stia prendendo, e non so se in un modo positivo. Mi ha scritto una mail, in cui mi dice che se la prima volta che ci siamo visti siamo riusciti a parlare come due vecchi amici, è perchè io ho capito la sua solitudine, perchè per quanto a differenza sua io abbia la mia famiglia vicino a me e i miei amici qui, a volte mi sento deserto in mezzo alla folla. Non ha torto su questa analisi, intensa e toccante, quello che mi chiedo è se però io non stia cercando di superare questa solitudine, e quanto e come voglia superarla lui, perchè la differenza tra comprendere e vivere insieme è quella tra essere amici e stare insieme.

Correlazioni psicosomaticamente indotte

La dimensione dei miei pettorali è proporzionale alla mia autostima.

Una mia nuova amica: la glutammina

La glutammina è un aminoacido non essenziale, ovvero è naturalmente prodotto dal corpo umano, ed è uno dei tipici supplementi per chi fa palestra. Dopo due anni che le abbiamo provate tutte io e l’istruttore abbiamo capito che il mio problema principale in certi esercizi (notabilmente il petto) è che l’attività elettrica è bassa, per cui i muscoli perdono molto in fretta la capacità di contrarsi: l’effetto è piuttosto evidente, passo dal riuscire a fare una ripetizione all’impossibilità di cominciarla, come se un interruttore fosse stato spento.

Così nella precedente stagione abbiamo pensato che avrei integrato di glutammina quando avessi cominciato ad andare verso la forza, quindi con l’autunno, e da qualche giorno ne assumo da uno a due grammi al giorno, secondo che mi alleni o meno. La glutammina infatti aumenta la quantità di glicogeno presente nei muscoli e migliora l’attività elettrica.

I risultati sono stupefacenti. Dal punto di vista palestricolo, c’è stato un immediato aumento dei pesi, rispetto alla settimana scorsa il petto è cresciuto del 20%, ancora molto sotto i “massimi” ma con un miglioramento che coinvolge moltissimo proprio la qualità dell’esercizio: ora succede che se penso di alzare il peso riesco ad alzarlo, il movimento è molto regolare e non ho più quella sensazione di circuito interrotto che avevo prima e che mi bloccava la ripetizione, quando c’era un forte iato tra ciò che la mia testa pensava e la capacità del muscolo di compiere il movimento.

Oltre alla palestra, ci sono altri positivi effetti. La glutammina migliora la capacità di concentrazione, sono più concentrato sulle cose che faccio e penso non tanto più in fretta, ma sicuramente più in profondità. Inoltre, la glutammina interagisce con il GH, per cui il risultato è che il desiderio sessuale è aumentato, in un modo anche imbarazzante, mi sa che la prossima volta in palestra dovrò farmi una doccia fredda.

Prima che qualcuno si precipiti ad ingurgitare glutammina, preciso e sottolineo che io sono arrivato ad usarla solo dopo che ho esaurito tutto il lavoro che si poteva fare sull’allenamento. Ovvero, prima uno si allena in modo tale che si riduce a quasi un rottame, io mi sono ammazzato di allenamento per cui passavo dalla difficoltà di stare seduto a causa dei dolori ai glutei alla fatica nel girare il volante o cambiare marcia per lo stress sul pettorale, e così via per tutti i gruppi muscolari. Solo dopo aver deciso di essere rigoroso con l’allenamento ed essermi allenato arrivando quasi alle lacrime ho cominciato a vedere quali sono i limiti del mio metabolismo e superarli, sempre con un approccio molto realistico e non certo da competizione, due grammi di glutammina al giorno sono poca cosa rispetto a dosaggi anche dieci volte maggiori.

Arriverò a fare cento chilogrammi di massimale di panca per quest’anno? Sarebbe decisamente ora.

Palestra, circa

Ieri sarei tornato in palestra.

Nel senso che di allenamento ho fatto petto (panca e chest press) e dorso (lat e rematore con manubrio), con un piramidale 15-15-12-12 sul primo esercizio e un 3×12 sul secondo, ovvero tecnicamente mi sono andato a riprendere dai lunghi mesi di pausa visto chenei fatti è da Aprile che in palestra non ci vado o ci vado molto raramente.

Ma non mi è molto piaciuta. Sarà forse che l’ultima recente discussione familiare ha reso ormai evidente che non è più possibile per me rimanere qui e che devo andarmene da casa appena possibile e quindi subito, perchè l’alternativa se rimango qui è che mi viene una malattia di quelle brutte a forza di essere compresso nei miei spazi e nei miei diritti,  cosicchè quella palestra che tanto mi andava bene anche solo mesi fa, oggi invece mi va stretta e mi pare sempre la stessa cosa, mentre ci vogliono stimoli nuovi. Sarà che sono molto stanco, perchè il conflitto che c’è tra rimanere ed andarsene comunque è forte.

Però ieri la palestra non mi è piaciuta (mi è piaciuto un tipo della palestra, che già aveva catturato la mia attenzione e che in questi mesi è ulteriormente migliorato: peccato che sia etero temo aldilà di ogni possibilità di recupero) e questo mi pare un punto non piccolo rispetto al mio disagio di stare dove sto.

Gli integratori fanno male!

Penitenziagite!

Le elezioni sono finite e la stampa, cioè i giornalisti, dovranno pure far qualcosa per far passare il tempo e riempire i giornali. Allora una bella notizia su qualcosa che si pensava facesse bene e invece fa male ci sta  bene, che poi sta arrivando l’estate e, sicuramente, il modo migliore per stare bene e sopravvivere alla prova costume deve essere leggere un accurato studio scientifico.

Lo studio è in realtà un meta-studio (al suffisso meta-, un redattore si è accasciato) che ha preso in esame molti studi degli ultimi anni e ha concluso che, chi assume vitamina A, ha una mortalità maggiore dell’X%.

Ora, già ci sarebbe da dire su questa cosa, perchè la mortalità più alta dell’X% non significa niente, visto che la mortalità è la probabilità di morire e sul lungo termine, per dirla con Keynes, saremo tutti morti. Voglio dire, mettere insieme dati diversi, che coprono periodi temporali diversi di studio, e parlare di generico aumento della mortalità è appunto come in Non Ci Resta che Piangere: ricordati che devi morire.

Poi, si può entrare nel dettaglio, ma lì i giornalisti non ci arrivano. Il punto iniziale è che gli integratori multivitaminici sono spesso considerati il sostituto di uno stile di vita sano. Ovvero, poichè la vitamina X ha un effetto nella riduzione dei problemi al fegato, io vado più spesso da McDonald’s e assumo grandi quantità di vitamina X. Poichè la vitamina Y ha un ruolo nel prevenire i problemi alle ossa, allora ne assumo grande dosi mentre sto seduto a vedere la televisione. Poichè la vitamina C protegge le vie respiratorie, se ne assumo il triplo del solito allora posso fumare almeno il doppio del solito.

Mike Mentzer, uno dei padri del body-building, diceva che un fisico si costruisce allenandosi, mangiando bene e dormendo molto. E questo vale per qualsiasi sportivo, non è che i maratoneti fanno l’alba e poi vanno a correre. Per cui, per chi è sportivo il problema del multintegratore vitaminico non si pone, perchè ha già uno stile di vita sano.

Il tema degli anti-ossidanti è invece anche più semplice. Non è una novità, è scritto su Wikipedia, che il sistema preposto a combattere l’ossidazione nel corpo umano è in massima parte poco conosciuto, e che di anti-ossidanti ne esistono diverse migliaia, per cui la cosa migliore è assumerli soprattutto per via naturale, ovvero tramite la frutta che contiene bioflavonoidi (e con questa parola anche il redattore superstite è schiattato).

Quindi la notizia quale è? Nessuna, salvo che i giornali devono sempre rappresentare una verità conveniente per chi li compra. Immagino che dopo la lettura di questi titoli, tanti sedentari sfatti avranno guardato con compassione se non disprezzo il giovane culturista (quindi non me, che non sono nè giovane nè culturista) che si prende un integratore vitaminico, ah queste cose fanno male! Roba che se i vincoli di qualità che ci sono sulle proteine in polvere di migliore marca valessero per il cibo che compriamo in una qualsiasi pizzeria o mensa aziendale, chiuderebbero quasi tutte.

Girando

Oggi in palestra non ho fatto niente. Manco scarico, proprio quattro cazzatine, ma di numero. Sono insofferente, un po’, forse un po’ tanto, rispetto alla velocità con cui cresco. E’ vero che le cose importanti, quelle che hanno valore, si ottengono un po’ per volta. E’ vero che, quando scopro che ho un tricipite che si intravvede, sono ben contento.
Ma l’insoddisfazione viene da altro. La palestra è ora l’ultima cosa che mi lega alla mia vita familiare, nella casa in cui sto da quando sono nato. E’ veramente tanto tanto tempo. Oggi in palestra ho avuto un pensiero chiaro come un lampo: non continuerò a crescere stando qui. Lo pensavo rispetto alla palestra, ma il senso è generale. Ad un certo punto, uno raggiunge il limite delle possibilità che hai in un certo ambiente e in una certa situazione. Questa palestra ha sempre le stesse facce, sempre le stesse macchine vecchie di venti anni, e l’istruttore che c’era l’anno scorso, che era particolarmente in gamba, ora non c’è, e i progressi di quest’anno sono comunque stati minori. Penso invece a come sarebbe bello avere una grande palestra romana, con persone nuove, dove potrei allenarmi come penso essendomi studiato quelle quattro cose che mi serve sapere. Ho i libri da leggere sull’argomento accumulati da tempo, ora certo non ne ho di tempo, ma che effetto mi farebbe entrare in una palestra nuova e sconosciuta e sapere che comunque anche quello sarebbe il mio ambiente? Poi potrebbe piacermi di più o di meno, le panche potrebbero essere più strette o meno strette, ma certo ci sarebbe una palestra adatta a me e ai miei gusti. Sarebbe più radicalmente una scelta.

Esausto

Ieri ho fatto petto. E’ la prima volta che lo faccio da quando prendo creatina, quindi avevo delle legittime curiosità.

C’è stato ben poco nella panca, mentre invece sono cresciuto, e schiattato, sulla panca inclinata, 50×4 come quinta serie è buono, la settimana prima mi ero fermato a 46×5. Il tricipite ieri è crepato (appunto non c’è stata la quinta ripetizione) e da stamane ho i pettorali che sono un covo di DOMS e una generale stanchezza, già mi cala la palpebra. Quindi sembrerebbe che la creatina abbia avuto l’effetto di aumentare il reclutamento delle fibre muscolari consentendo al petto di esaurirsi, senza che il tricipite fosse il fattore limitante.

Ieri in palestra ha preso forma una intuizione: forse il mio sistema nervoso centrale ci mette molto più del comune ad attivarsi su certi esercizi, come quelli che coinvolgono i pettorali, e questo spiegherebbe perchè sulla panca, primo esercizio, sono stabile, mentre sulla panca inclinata cresco linearmente, quando invece dovrei essere più stanco. La prossima volta provo ad invertire gli esercizi, così vedo se è proprio così. Tanto è l’ultima volta di forza per il petto prima di passare alla scheda di ipertrofia.

Chi siete? Cosa volete? Sì, ma quanti siete?

Questa sostanza deve essere pericolosissima, visto quello che c’è voluto per ordinarla dagli USA:

creatina.jpg

la creatina, appunto sostanza pericolosissima che si trova per esempio nella carne di manzo, è in sostanza un integratore alimentare.

Il suo scopo è aumentare l’energia su cui i muscoli possono contare, al fine di poterli stressare di più durante l’allenamento ed avere la possibilità di fare quella ripetizione in più. Poichè sul petto continuo ad andare così così ed i progressi sono minimi, valutato anche che con i pettorali ho un fenomeno di spegnimento del muscolo (cioè improvvisamente non ho quasi più forza), una delle strade da tentare è il supplemento di creatina. (nota per chi volesse casomai assumerla: non vi serve se non siete in grado di portare i muscoli ad esaurimento, quindi non è per chi si iscrive oggi in palestra perchè vuole avere un fisico per l’estate. Ripassate tra un anno)

Rispetto alle formulazioni classiche, questo prodotto è molto alcalino, e il risultato è che ne serve la decima parte rispetto ai dosaggi della normale creatina, perchè raggiunge i muscoli e non diventa creatinina strada facendo; almeno così dicono. Comunque, rimane che è una cosa che si trova nella carne di manzo, solo che non posso mangiare un kg di carne rossa al giorno per avere la creatina di cui potrei aver bisogno.

Così, povero ingenuo, la ordino dagli USA, di solito compro le proteine da UK, ma questi facevano un ottimo prezzo, meno della metà del prezzo italiano (come su molte altri integratori). Solo che non ho pensato che avrei avuto a che fare con la dogana.

Invece, dopo circa venti giorni dall’ordine, mi arriva una lettera dalla dogana, che mi chiede di autocertificare la natura del prodotto importato. Devo quindi accludere una fotocopia della mia carta d’identità, firmata, riempire un modulo prestampato, poi un altro modulo, specificare che non devo pagare i 6,33 euro che le Poste richiedono per il servizio, in quanto prodotto alimentare o integratore alimentare, quindi verificare che la quantità indicata non superi le soglie consentite per l’importazione di cui alla Tabella A (e ovviamente le soglie facevano riferimento alla quantità massima di cavolfiori o di broccoli che arrivano da fuori UE, evidentemente c’è un mercato assai intenso di broccoli extra-UE che va stroncato a tutela del prodotto europeo), ripetere che era per uso personale, specificare la posologia con la quale l’avrei assunta, verificando che la quantità totale del prodotto diviso la posologia non facesse più di 30 giorni, perchè altrimenti non è importazione per uso personale ma chissà cosa. Infine, ripetere il valore doganale e, se volevo, quello fiscale. E accludere una copia della ricevuta d’acquisto, che avevo fortunatamente messo da parte, indicando anche chi me lo vendeva, dove risiedeva, dove veniva prodotta.

Tutto questo non era spiegato su delle istruzioni numerate come punto 1, punto 2, ecc…, ma era distribuito su cinque fogli, la cui numerazione non era la numerazione dovuta ma una scelta per qualche altro motivo, per cui ho dovuto leggere tutto due o tre volte per scoprire come andare dal punto A al punto B. Le fotocopie inoltre erano fatte malissimo, però c’erano tutte, non mi potevo lamentare.

Tutto questo malloppo, è stato quindi rispedito alla dogana, dove un solerte funzionario l’ha aperto, ispezionato, letto, memorizzato, vidimato, poi è andato a prendere il numeretto che era associato alla pratica, dal numeretto è andato a prendere lo scatolone che dovevano spedirmi (che, peggio, era una busta un po’ gonfia, manco il gusto di ricevere un barattolone da cento kg), contattare l’ufficiale sanitario che ha dovuto dare il nulla osta, e provvedere infine alla spedizione sul territorio italiano. Dove sarebbe infine arrivato a me, che dovevo andare a ritirarlo alla posta, ed essendo una raccomandata dovevo portare un documento di identità (poteva essere sufficiente che m’avessero chiesto di tutta la trafila, come un gioco a quiz, con domande del tipo: il valore fiscale va obbligatoriamente dichiarato o no?), dove poi la impiegata ha preso il pacco, letto una striscia di carta ivi acclusa che prevedeva di pagare i diritti doganali, i diritti fissi di dogana, e un coso chiamato DAU che non sapeva cosa fosse. Così, su un ordine di 20 euro (comprese le spese di spedizione) ho dovuto pagare 16 euro di dogana.

Ora, io ho buttato 16 euro, lo stato italiano probabilmente 160, perchè il costo di tutta la burocrazia è su quest’ordine, solo la struttura che riceve i pacchi da tutta l’extra UE, li archivia, manda in giro i foglietti con le istruzioni, li riceve, li riprocessa e manda in uscita i pacchi deve essere una cosa elefantiaca.

Sopratutto, lo stato italiano ha fatto una cosa completamente inutile. Primo, perchè se avessi voluto importare qualcosa di illegale, avrei trovato un altro sistema e di sicuro non mi sarei messo paura per l’autocertificazione. Secondo, perchè come mi ha detto l’impiegata, tutta questa trafila era evitabile se la spedizione fosse avvenuta per posta prioritaria e non per raccomandata, a quel punto non si fermava in dogana. Terzo, avrei potuto pagare di meno se il mittente invece di dichiarare il vero valore della merce, avesse messo un valore fittizio di 1 dollaro. Come in effetti aveva fatto qualcun altro all’ufficio postale che aveva ordinato della carta per stampanti dalla Nuova Zelanda, probabilmente acquistandola su eBay (la discussione con l’impiegata è stata molto lunga, non so se fosse perchè le piacessi o perchè era tutta presa da questo pacchetto che si portava appresso questo foglio con su scritto Nulla Osta Sanitario manco fosse dell’antrace o una copia del virus del vaiolo, che in effetti pare si possa pure acquistare e mi sa con meno scocciature).

In conclusione, una delle cose inutili e puramente italiane, cosa si aspetta a passare dalla modalità inquisitoria in cui io devo dichiarare, giurare e certificare, a quella per cui è casomai lo Stato che fa delle indagini su di me se vede delle importazioni sospette?

Quanto al prodotto, per ora ho visto una forse maggior forza sulle spalle, sono riuscito a fare le mie distensioni da 24 kg per parte, 5 serie da 5, senza aiuto, e l’esercizio successivo, panca inversa, ho fatto di più del solito (l’ultima serie è stata 40kg+bilanciere per 5 ripetizioni). Spero che questo valga pure per i pettorali, lo devo sopratutto all’Ufficiale Sanitario.