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Durerà

Magari non sto esattamente sul pezzo, ma la mia prima reazione a leggere la composizione del nuovo governo Monti è riassumibile proprio così: durerà.

Perché dentro ci sono tutti i poteri, c’è il Vaticano, gli Stati Uniti, i prodiani, i lettiani, le regioni, la grande burocrazia, i militari, la finanza, i boiardi di Stato, veramente non manca nessuno, personaggi in odore di premio Nobel per la pace, illustri accademici, grandi professionisti.

E’ un capolavoro, anzi il capolavoro politico di Giorgio Napolitano, c’è di che rimanere a bocca aperta per tanta astuzia e tanto distillato di acume politico. E’ la migliore costruzione del suo settennato politico, e la cosa che gli assicurerà un po’ più di un cenno nei libri di storia.

Durerà quindi perché questi che sono entrati come ministro non l’hanno fatto per stare tre mesi a scaldare le poltrone; e veramente sarebbe da rileggere i commenti pensosi dei notisti di cronaca politica quando dicevano che uomini come Letta ed Amato avrebbero rinforzato il governo: direi proprio di no.

Durera anche perché è una Caporetto della classe politica italiana, dalla ex maggioranza su cui vorrei ora tacere per spirito di concisione all’ex opposizione, che dopo quattro anni di opposizione ancora non ha trovato un programma ed un candidato, per cui non ha avuto il coraggio di chiedere le elezioni subito, facendo anzi passare che se non si sono fatte è stata per la generosità di Berlusconi. Come se, tenendo le elezioni, costui non sarebbe stato spazzato via, e anzi alla sola idea di sciogliere le Camere la metà dei parlamentari del PDL non avrebbe votato la fiducia a chicchessia.

Certo, la politica è l’arte del possibile, e almeno in questo Bersani è stato politicamente sveglio, parlando di salvare l’Italia, e lavorando nel frattempo per un governo che è uscito molto, molto meglio di quanto immaginabile.

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Alitalia, i buffoni incapaci al potere

No, non passerà mai Air France! Urlava Santo Silvio da Arcore, patrono dei leghisti, quando Prodi cercava di vendere la compagnia di bandiera ai francesi.

No, non chiuderemo mai Malpensa! Urlava il capo di quel partito di gay repressi che è la Lega Nord, sur Umberto Bossi.

Sì, garantiremo l’italianità di Alitalia, strillava e giurava quel gentiluomo di Roberto Colaninno, mentre metteva insieme una compagine in cui spiccavano dei signori nessuno come il signor Aponte, un italiano emigrato in Svizzera che fa l’armatore di navi che battono bandiera panamense, di sicuro uno che all’italianità ci pensa pure quando dorme.

Alla fine, abbiamo pagato alcuni miliardi di euro di più per non avere assolutamente niente, Malpensa è destinata a fare la stessa brutta fine che era prevista nel piano originario di Air France (questo perchè Malpensa non serve a niente, gli stessi milanesi non l’hanno mai usata e il tanto fantomatico Nord con cui la Lega si eccita non è stato in grado di avere un minimo di politica integrata dei trasporti, a riprova che urlare contro Roma ladrona è facile, governare le spinte localistiche è invece tanto più difficile) mentre la stessa Air France verrà fatto un accordo di compartecipazione loro al 25% che non solo è la premessa perchè tra qualche anno si prendano tutto (tempo che le acque si chetino e Berlusconi diventi Presidente della Repubblica) ma anche perchè governino fin da subito, visto che un socio che da solo ha il 25% conta molto di più di una compagine che ha sì il 75% ma è divisa tra sedici (circa, il numero varia con liberalità) partecipanti, i quali peraltro non hanno nessun vincolo statutario a non vendere le loro singole quote alla stessa Air France.

In un paese normale, la magistratura dovrebbe spiccare un mandato di cattura per il presidente del Consiglio, responsabile di una truffa colossale ai danni dello Stato, o in alternativa il Parlamento dovrebbe metterlo in stato d’accusa.

Come ci vedono gli americani

Notevole articolo sulla situazione politica italiana a cura del bravissimo corrispondente della CNN da Roma, Alessio Vinci. Dice che il governo Prodi ha ottenuto pochi risultati ma è riuscito a risultare impopolare, prova a spiegare come mai Mastella s’è dimesso (ovviamente non riuscendoci, ci vorrebbe tutto il sito della CNN per farsi capire), parla di Veltroni come di una novità, e dice che molto probabilmente Berlusconi vincerà, per cui that alone, if you like entertainment, is one good reason to stay tuned.

Un sorriso, e ho visto la mia fine sul tuo viso

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Dice Umberto Eco: bisognerebbe leggere sempre i giornali di tre mesi fa, perchè non si fa carriera ma si diventa saggi.

Titolo della Stampa del 15 Ottobre 2007:  Primarie, Veltroni: Con Prodi un rapporto a prova di bomba.

C’è del Titollo in me

No no, ho deciso, io voglio fare un blog di politica, tipo Titollo. Perchè così il 13 di Gennaio 2008 posso scrivere che Romano Prodi “sta attraversando un periodo di grazia”, “Prodi si è rimesso in sella alla grandissima”, “persino il Senato potrebbe essere non così traballante” e infine “Insomma, il proverbiale culo-di-Prodi è tornato a funzionare a pieno regime.”, poi oggi cade il governo, al Senato, ma altro post e siamo tutti okkey. Poi dici perchè Veltroni è diventato segretario del PD, per dire.

Pensierini sparsi sulla situazione politica

  • Se c’era Rosy Bindi a capo del PD, prendeva a morsi Mastella alla prima virgola che diceva, non questo cazzaro di Veltroni;
  • Lo spettacolo offerto da Pecoraro Scanio e Casini in televisione è molto più che sconfortante: io non mi sento di votare nessuno dei due, e credo che nessun italiano assennato se lo senta;
  • Il 75% degli italiani non ha fiducia nel Parlamento: l’ho già scritto, ma lo ripeto perchè mi pare chiaro cosa significhi;
  • Veltroni ha contribuito alla caduta del governo Prodi convinto che poi, con Berlusconi, si sarebbe messo d’accordo per un governo tecnico, che poteva durare anche solo qualche mese, il tempo sufficiente a fare il referendum del cui scontato esito positivo si avvantaggiano appunto i due più grandi partiti;
  • Berlusconi ha fregato Veltroni esattamente come ha fregato D’Alema anni fa: quando questi cosiddetti grandi leader del centrosinistra capiranno con chi hanno a che fare, cioè con uno assai più furbo, scaltro ed ingordo di loro, sarà tardi;
  • Mieli non si espone troppo a favore del governo Draghi, ma ovviamente fa parte dell’establishment finanziario-industriale che questo vuole;
  • Anzi, che questo otterrà. Berlusconi ha ragione quando dice che lui non è alleato di certi poteri forti, perchè quei poteri vogliono mettere le manone sul governo dei cosiddetti tecnici, mentre Berlusconi vuole la torta tutta per sè;
  • Quando Fini saprà mostrare di essere un leader lo considererò tale: è talmente succube di Berlusconi che a confronto Casini sembra un gigante della politica;
  • Pecorario Scanio: no, no dico, basta;
  • Prodi ha fatto uno splendido discorso alla Camera. Perchè sappia parlare bene solo quando è tardi, è un mistero che temo non sarà mai risolto;
  • Stando così le cose, l’unica cosa sensata che il centrosinistra deve fare è prendere atto della situazione, accettare la fine del governo Prodi, e provare a vedere cosa succede con questa offerta di dialogo: almeno a farci la bella figura;
  • In effetti, se Berlusconi è ingordo e se tiene Fini per le palle, mi sa che per il governo tecnico è anche d’accordo: ci guadagna che si fa il referendum;
  • Se qualcuno sa dirmi una buona cosa fatta da Veltroni da quando è segretario del PD gliene sono grato;
  • Anzi, qualcuno sa che fine ha fatto Veltroni? Ma è possibile che il grande Uolter non si veda e non si senta? ‘Ndo sta’, alla cerimonia di inaugurazione della nuova mensa dell’Atac?
  • L’errore più grande che il centrodestra potrebbe fare è quello di pensare che questa crisi sia una crisi di una parte politica e non una crisi di sistema. L’errore più grande che il centrosinistra potrebbe fare è quello di pensare che questa sia solo una crisi di sistema e non anche una crisi della maggioranza;
  • No, dico, adesso l’arbitro diventa un signore di più di 80 anni che era a favore dell’invasione sovietica dell’Ungheria: no, dico, basta. Questi personaggi vanno consegnati alla gioia del vedere i nipoti e pronipoti crescere, non a decidere delle sorti dell’Italia.

Pensavo: visti i tag di questo articolo, se staggo tutto e ci metto: compagnia di pagliacci, non viene meglio?

La Spagna ci supera

Dice Romano Prodi che la Spagna non ci supera, il nostro PIL è del 13% più alto di quello spagnolo.

Ma, caro professore, non di solo PIL vive un paese. A parte che la velocità con cui cresce il PIL spagnolo, rispetto a quello italiano, è tale che se continua così tra 5 anni ci superano anche sul PIL (ma giustamente a Prodi che gli frega? Tra cinque anni non starà certo a Palazzo Chigi), ci sono altri parametri che dicono come la Spagna sia avanti all’Italia.

Le leggi sui diritti civili sono la prima cosa che viene in mente: i diritti degli omosessuali, che possono sposarsi, quelli delle donne, che hanno dei tribunali appositi contro la violenza domestica. Certo, i binettiani diranno che queste non sono grandi conquiste, e infatti per loro c’è un indice tutto tecnologico che prova come invece la Spagna sia avanti all’Italia.

Ogni sei mesi, viene redatta la classifica dei 500 computer più potenti al mondo. Il computer più potente non è un feticcio degli informatici, è un indice dell’innovazione del sistema tecnologico ed industriale di una nazione. Se hai un computer potente, puoi fare cose avanzate in campi come l’ingegneria genetica, la costruzione di nuovi materiali, le simulazioni finanziarie su vasta scala, i modelli del clima, la costruzione di nuovi oggetti e dispositivi, insomma qualsiasi cosa che porta ricchezza tecnologica e posti di lavoro di ottima qualità.

Per vedere come cambia il mondo, basta quindi leggere la Top 500. I suoi andamenti mostrano chi cresce e chi torna indietro nella competizione globale meglio di qualsiasi indice, visto che il mondo in cui viviamo è il mondo dell’informazione (che non è la televisione, come invece i nostri politici pensano). Negli ultimi anni infatti la classifica è cambiata in questo modo:

  • Dopo l’11 Settembre, gli Stati Uniti hanno voluto e riconquistato il primo posto, che era appannaggio dei giapponesi (i supercalcolatori si usano anche per studiare le esplosioni nucleari, simulandole: in questo modo formalmente si rispetta il trattato di non proliferazione ma nei fatti si conducono esperimenti);
  • l’India, potenza emergente, ha conquistato la quarta posizione;
  • la Cina non è in classifica perchè non divulga i dati, visto che hanno una importanza anche militare;
  • Germania e Svezia sono le prime due nazioni europee in classifica, perchè hanno fatto pesanti investimenti tecnologici;

Tornando al titolo di questo articolo, la Spagna con il supercomputer di Barcellona (il Mare Nostrum, tra l’altro messo all’interno di una chiesa sconsacrata in uno scenario molto suggestivo) è al 13esimo posto, fino a un paio d’anni fa era la prima in Europa poi appunto Germania e Svezia hanno deciso di riprendersi la leadership, perchè sanno cosa vuol dire non essere primi in questa gara.

E l’Italia? E’ ben 48esima. Basta dire che nel 1992, con il supercomputer APE, era la prima al mondo.

Questa è la nostra situazione. Altro che le cazzate di Prodi sul PIL.

D’accordo con Dini

Lamberto Dini ha fondato il suo mini-partito, con il quale prova a condizionare il governo Prodi nella verifica di Gennaio. Shame on him, a sentire molti commentatori evidentemente interessati. Perchè, a leggere i punti della sua proposta, proprio non vedo come non si possa essere d’accordo:

  1. Ridurre i dipendenti pubblici usando l’informatica per migliorare la produttività;
  2. Abolire le provincie e ridurre i costi della politica;
  3. Riduzione delle tasse usando l’extra-gettito derivante dalla lotta all’evasione;
  4. Concentrare i fondi UE per il Mezzogiorno sulle infrastrutture;
  5. Valutazione nazionale dei risultati scolastici per premiare i professori più capaci;
  6. Rotazione delle ferie dei giudici per non bloccare il sistema giudiziario ad ogni Agosto;
  7. Meno politica nella sanità pubblica.

Se i punti sono questi, Prodi deve essere un pazzo a dire di no.

Meglio lungo, largo o che duri?

Il dibattito sulle dimensioni e funzionalità ideali del pisello anima e scuote costantemente la comunità gay: è meglio che sia lungo, largo, barzotto, curvo, dritto, spesso, circonciso? Oppure è meglio, semplicemente, che duri?
Sul tema si registra ora l’intervento del Presidente del Consiglio, onorevole professor Romano Prodi, che non ha trovato tempo di varare una norma che punisca come aggravanti le aggressioni (anche solo verbali) ai gay, ma ci ha dato il suo parere del cazzo:
Un governo dura solo se fa. Io duro perché faccio, non è che faccio perché duro, sennò sarei già caduto mille volte. Nessun governo che vuole durare dura.

Ora si attende la replica di Berlusconi, certo che di fronte a queste vette è difficile far di meglio.