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Brevi

Disgelo tra Vaticano e Stato Italiano: quando si fa sesso con una prostituta, si può usare il profilattico.

Berlusconi: sapevo di essere nel giusto.

Confusione sul genere, non si capisce se Ratzinger volesse dire prostituta o prostituto: questione di abitudine.

(i tag di WordPress, possono regalare delizie)

 

Dopo i froci, tocca agli zoppi

Quanto ci metterà Joseph Ratzinger a sfasciare completamente la Chiesa Cattolica?

“Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me” (Matteo, 25:45)

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(Foto copiata da Totentanz, ispirazione presa da Leonardo, disgusto per questo empio e malvagio papa superiore a quello che potrei scrivere. Ma vedo quei due ragazzi uccisi perchè si amavano e mi viene da piangere, più che da sputare addosso a joseph.)

Rivoglio Togliatti

L’ho scritto su qualche blog nei commenti, ma lo dichiaro anche qui: io rivoglio Togliatti e il Partito Comunista Italiano.

Io rivoglio il partito di chi ha combattuto contro il fascismo, piuttosto che quello di chi dà solidarietà a Mastella, io rivoglio il partito che scrive la Costituzione con De Gasperi, piuttosto che quello che farà il governo delle larghe intese con Berlusconi. Io rivoglio il partito che ha la sua interno una classe intellettuale, piuttosto che la “classe” “intellettuale” di alcuni dei firmatari dell’appello contro Ratzinger alla Sapienza (non tutti eh, ma alcuni dei firmatari…beh chi sta nell’università sa).
Ma rivoglio il partito che fa la svolta di Salerno, e il Togliatti che mette il Concordato in Costituzione. Non quello che invita Giuliano Ferrara a parlare di valori.

Sì, assolutamente sì, mille volte sì: io sono un liberale di sinistra, ma tra Veltroni e Togliatti non ho dubbi, manco un secondo, su chi vorrei vedere a fare politica oggi. Perchè con Togliatti, certe cazzate (politiche) come impedire al vescovo di Roma di parlare nell’università di Roma non sarebbero successe, perchè ai primi fremiti di questi grandi leader studenteschi (mi viene da ridere, a confronto Mario Capanna è un gigante del pensiero del ‘900), sarebbe arrivato un ordine dal Comitato Centrale che diceva: non fate cazzate, evitare di farli sembrare vittime. E alla seconda volta che non capivano, sarebbe arrivato il compagno Alfio del reparto presse che avrebbe provveduto lui a sgombrare l’occupazione del rettorato, perchè la linea la dà il segretario del partito, non il primo cazzone che passa.

La totale mancanza di rappresentativià dei partiti attuali, è un rischio assoluto, esiziale, per la democrazia italiana.

Noi laici

Quanti di noi, in Italia, possono dire “noi laici”?

Essere laico non è uno status, è un continuo processo. In cui ogni giorno ti confronti con chi ha opinioni diverse dalle tue, anche radicalmente diverse, e ti confronti sul terreno della democrazia. Perchè un laico rinuncia a tutto, ma non al diritto del confronto. Quando si cita Voltaire, bisognerebbe intanto chiarirsi che quella frase sul morire per consentire all’altro di esprimere le proprie idee è l’idea di un laico, che ha la sua stessa ragion d’esistere perchè crede nelle battaglie di uguaglianza e di inclusione. Per quanto difficili, per quanto dure.

Io provo repulsione verso i neofascisti, proprio repulsione, ma sono però tormentato dall’idea di vietare loro di dimostrare. Perchè penso che una democrazia debba avere la forza, il sistema immunitario, di espellere essa stessa, con l’esempio e il buon funzionamento, chi avanza delle teorie mostruose ed inumane. Non è facile, anzi è difficile, e a volte so di non essere laico, e vivo la cosa come un tormento. Forse questo è uno dei criteri per capire chi è laico e chi no, quanto si senta a disagio nel definirsi tale.

Quanto mi insospettiscono i laici di professione, più interessati ad avere uno strapuntino da cui pontificare (buffo termine in questo contesto) che a pensare ad una società inclusiva ed includente. In Italia di laici ce ne sono pochi. Perchè alla grande tradizione cattolica, fa da contraltare una concezione politica di sinistra comunista, che come tale è intrinsecamente non laica anch’essa. Temprata e forgiata a volte, è vero, dal confronto, e sicuramente il PCI (che tanto rimpiango) aveva uno stile e una concezione della politica per cui mai avrebbe compiuto svarioni come questo. Anzi, è Togliatti che vota per l’inserimento del Concordato in Costituzione. O per la svolta di Salerno.

Oggi il PCI s’è dissolto, i partiti che ancora si chiamano comunisti sono i residuati staliniani, e nella società italiana c’è un fermento e un senso di ribellione, per cui è un tutti contro tutti. In questo clima, per chi sa muoversi è anche semplice passare come vittime, per chi cerca la sua ragion d’essere nell’idea del confronto invece la voce è sovrastata dai carrarmati dell’ideologia.

Succederà che ora ci sarà una reazione clericale di quelle forti, anzi la Chiesa (nella sua componente secolare ed affarista) non aspettava altro. Succederà che i diritti delle persone gay rimarranno non in fondo al cassetto ma sotto la scrivania. Succederà che così ci sarà una radicalizzazione degli estremismi di ambo le parti.

Italia, nave senza nocchiero in gran tempesta.

L’università persegue la scienza, non la Verità

Sono d’accordo di nuovo con l’editoriale di Mauro su Repubblica di oggi. E con l’intollerabilità che ha denunciato Vittorio Foa. Qualcosa si è rotto nella società italiana, e ne pagheremo tutti carissime le conseguenze. Anzi, le paghiamo già oggi. Ma come recita il titolo di un libro di Gino e Michele, Saigon era Disneyland a confronto.

I vestiti nuovi dell’imperatore

La visita di Benedetto XVI alla Sapienza non si farà.

Formalmente, si parla di problemi di sicurezza, ma è evidente che è una balla, perchè ho difficoltà a pensare che la Sapienza sia più pericolosa di paesi come la Turchia o le Filippine, per citare le prime due mete papali che mi vengono in mente. Si è trattato di un problema di immagine: l’immagine del Papa fischiato dagli studenti all’università avrebbe fatto il giro del mondo.

Non voglio qui concentrarmi sulla giustezza o meno della vicenda in sè, se sia una vittoria per il fronte laico o una sconfitta, se i clericali si metteranno ora a piangere perchè vittime del laicismo o meno. Osservo solo quanto ho messo come titolo di questa entrata: è sufficiente che poche decine di persone decidano di contestare rumorosamente e rigorosamente il Papa, perchè costui preferisca chiudersi nel comodo esilio del Vaticano.

Questa è una altra prova del fatto che questo Papa è un papa molto debole. Si dirà: e allora perchè la politica italiana, qualsiasi cosa esso dica, gli va dietro a fare a gara a chi è più d’accordo? Perchè la politica è ancora più debole. Se la nostra classe politica avesse un briciolo non dico di orgoglio, ma di consapevolezza del proprio ruolo, si comporterebbe come Zapatero in Spagna o Sarkozy in Francia, e nessuno dei due è un comunista rosso pronto all’ateizzazione dello Stato, ma un leader che rappresenta tutta la comunità nazionale, in tutte le sue componenti e i suoi orientamenti. La debolezza della nostra classe politica è invece tale che qualsiasi cosa venga detta, anche quando si tratta di mostruosità, viene lasciata correre

Da stasera credo che comincerà un lungo piagnisteo in cui tutti faranno a gara a far vedere quanto sono solidali con questa povera vittima, forse noi dovremmo riflettere invece sulla fragilità, gravissima, della classe politica. E’ gente che può essere spazzata via dal primo Antonio Tejero che passa.

+maria -ratzinger

Mi sembra una splendida sintesi sulla questione della visita del Papa alla Sapienza, quella riportata da un cartello messo nel rettorato dagli studenti che protestano contro questo evento.