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Current TV: una censura che non c’è

C’è questo spot di Sky – che mi capita e anzi subisco nel vedere quando sono a cinema – in cui una serie di personaggi famosi, tutti intorno ai 30-40 anni di età e inquadrati in una specie di vita quotidiana suggeriscono allo spettatore, con fare perentorio e quasi scocciato, di leggere un libro, fare l’amore, insegnare al figlio ad arrampicarsi sugli alberi, insomma – dice la voce fuori campo – che c’è di meglio che vedere la televisione. Quindi, perché non abbonarsi a Sky che ti dà un decoder che ti consente di registrare tutte le splendidezze di cui quel bouquet è pieno, per poterle quindi rivedere con comodo?

Quando subisco questo spot, mi trattengo con fatica dall’inveire, è un’offesa all’intelligenza di chiunque e mi infastidisce ulteriormente visto che mi sono liberato di Sky – ero abbonato dal 1999, quando molti cultori dell’odierno satellite manco sapevano cosa fosse una antenna parabolica – e le mie frequentazioni con la televisione sono ben ridotte (ho collegato il televisore al digitale terrestre dopo circa un anno che era avvenuta la migrazione, ho visto cosa facevano e ho spento il digitale terrestre).

Partendo da questa mia prospettiva così salubre, trovo esilarante il dibattito su Current TV, un canale inutile del bouquet Sky che è stato chiuso per mancanza di spettatori.

Quelli di Current TV hanno ben imparato l’italico motto del chiagni e fotti, per cui gridano e strillano alla censura contro Sky, colpevole di averli venduti al nemico berlusconiano che loro combattono senza sosta. Il combattimento deve essere molto subdolo, se in anni di attività questa pregevolissima emittente non ha generato uno – dico uno – articolo su un quotidiano o commento su un blog, in cui qualcuno dicesse che aveva visto quel tale programma di approfondimento trasmesso dai coraggiosi di Current TV.

In effetti, entrando nel dibattito più in dettaglio, la cosa prende una piega surreale, per cui quelli di Current TV dicono che hanno ben 3500 spettatori di media (tremilacinquecento, non mancano degli zeri) mentre Sky ritocca al ribasso parlando di 2900 (circa, magari sono 2920 e quei 20 fanno la differenza).

Praticamente manco una piazza di paese, e ci sono molti blog che fanno più letture al giorno, tralasciando importanti radio come Radio Subasio, che a Roma altro che 3000 spettatori.

Se è vero che la tv via satellite ha un tipo di ascolto che non si può immediatamente ricondurre ai numeri della televisione tradizionale, è anche evidente che 3000 spettatori sono un numero così piccolo che non si può parlare di censura, né di alcuna prospettiva salutare di business.

Facendo un rapido conto, anche ammettendo che questi 3000 spettatori vedessero solo ed esclusivamente Current TV, e che quindi fossero anche contenti di versare il loro canone di abbonamento tutto all’emittente, staremmo parlando di 3000x30x12=1.080.000 euro l’anno, non dei molti milioni richiesti dal canale in sede di rinnovo, ed ecco appunto il chiagni e fotti.

Current TV quando aprì fece la festicciola di inaugurazione invitando molti pensosi blogger (e credo che i suoi guai siano cominciati da lì): adesso confido che i suddetti cominceranno a strillare sulla censura, che in fondo un bell’articolo indignato fa fine e non impegna.

Però, prima discutiamo del silenzio assordante che c’è stato quando BBC News è uscita dal digitale terrestre – quello sì uno scandalo – e secondo andiamo a vedere tutti gli articoli scritti dai suddetti pensosi blogger sulla programmazione di Current TV. A parte quello che avranno scritto quando hanno magnato alla festicciola, mi sa che c’è rimasto poco.

Oppure, diciamoci che la televisione è morta, come dimostra quel delirante spot di Sky citato all’inizio, perché i 30-40enni e ancora di più i giovani, l’hanno spenta e hanno altre fonti di informazione; il canale che ti rende figo e diverso dalla massa perché lo guardi è una contraddizione in termini.

Sky, continua la saga del ridicolo

Di Sky, del lungo percorso necessario per uscirne fuori, e del loro atteggiamento di riconquista del cliente, avevo già parlato a suo tempo (1, 2, 3, 4). Pensavo fosse finito, sopratutto dopo la letteraccia che avevo mandato ad una loro società di recupero crediti che asseriva io gli dovessi qualcosa, mentre dai miei conti risultava e risulta che sono loro a dovermi 12,38 euro.

Incredibile ma vero, è arrivata un’altra offerta di Sky per abbonarmi alla loro televisione; devo dire, ho fatto bene a non buttare via tutto subito, perché il testo della lettera merita di essere riportato e analizzato criticamente.

Cominciamo dalla lettera in sé, una cosa un po’ triste e raffazzonata con Fiorello messo dentro una palla di un albero di Natale che, non so, dovrebbe suggerire simpatia e condivisione di qualche affarone, a me pare giusto più vecchio del solito.

Il testo poi, è tutto un capolavoro, veramente lodi e lodi al bravo copy-writer che l’ha scritto:

Gentile Paolo (in neretto, eh)
Beh, un esordio prudente, mi chiami per nome ma mi dici “Gentile” e non “Ciao”. Diciamo che sarà l’unica cosa sensata che farai in tutta la lettera, quindi la apprezzo.

scommetto che ti stai già preparando al Natale.
Primo, “scommetto” suggerisce una qualche confidenza che non mi pare noi si abbia; quanto al Natale, è passato da un pezzo, e il tutto risulta piuttosto patetico.

E guarda che ti ho inquadrato:
Sììì, mi piace essere inquadrato da un attento analizzatore dei miei consumi culturali, sicuro che saprai dirmi tante cose di me che non so.

sei tipo da cine-panettone più che da panettone,
ecco, come dirti? Non c’hai capito un cazzo va bene o ti sembra troppo asettico?

vuoi un albero da Oscar e un presepe con dimensioni da kolossal.
Non so come dirtelo, ma il presepe, per chi lo fa, è un simbolo intensamente religioso, quindi potresti anche farti i cazzi tuoi, te e le inquadrature che fai.

Allora, per un Natale davvero alla grande, dai retta a me: scegli il grande cinema di Sky.
Quale cinema, quello che viene ripetuto ennemila volte? Quello senza sottotitoli in inglese? Quello che sui titoli di coda c’è l’annunciatore che si inserisce sulla colonna sonora? Quello che non è in grado di fare un minimo di programmazione organizzata? No ti prego, dimmi se devo scegliere solo una di queste sconcezze o posso sceglierle tutte.

Bene, allora cosa ne dici di vivere una fantasmagorica vigilia di Natale in 3D nella Londra dell’Ottocento?
Ti ringrazio del suggerimento, non ho mai letto finora niente di Charles Dickens ma mi proverò.

O di provare la più meravigliosa delle esperienze meravigliose tuffandoti nel paese dell’Alta Definizione?
No. Sul. Serio. No. La più meravigliosa? Delle esperienze meravigliose? Sei consapevole che se cominci con “più meravigliosa” poi passi a “più deteriore” ed imbocchi una strada che ti porta a “più peggiore”? Dici “meravigliosa” perché suona bene, quindi se lo ripeti pensi che possa funzionare di più? Tipo “la mia squadra è la più forte delle forti”? O magari, nell’intimità con tua moglie, ti vanti che hai “il più cazzo dei cazzi”? No, sul serio, parliamone. Anzi no, vatti a leggere qualche buon libro: fidati, ne hai bisogno. Prova con Charles Dickens, ne parlano tutti bene. Pare fosse il più ottocentesco degli ottocenteschi.

E se invece la tua passione si tinge di giallo?
A parte che no, non mi piacciono i gialli, ti suggerirei di dire “se la tua passione si tingesse di giallo”, giusto per far vedere che hai studiato. Hai studiato, vero?

Potrai seguire ogni singolo delitto
Ogni? Cioè, tipo tutte le dichiarazioni di Gasparri? Tutte?

senza perderti neanche un indizio: puntata dopo puntata, come e quando vuoi.
Anche a televisore spento? E’ la modalità che preferisco.

Be’, se non vuoi perdere tutto questo,
Be’? BE’?? Dici che la lettera h è ormai passata di moda?

non perderti le informazioni scritte in fondo a questa lettera,
E da quando in qua le informazioni su una lettera sono scritte? Io sapevo che erano cantate.

e goditi un Natale spettacolare!
Insomma, la congiunzione dopo la virgola, no no non si fa.

Ci si vede su Sky allora, ciao.
Mi pare che la virgola sia un po’ un jolly, guarda se vuoi ne metto anche io un po’: ,,,,,,,
Contento?

E tanti auguri!
Grazie, io durante le feste di Natale c’avevo il camino acceso e ci facevo le salsicce sopra, dici che è meglio l’Alta Definizione?

(firmato Rosario Fiorello)

Dicono che sia un uomo di spettacolo molto intelligente.

 

Cosa avrebbero potuto scrivere per dimostrare che vedere la televisione non rende rincoglioniti? Boh, di getto avrei fatto una cosa circa così:

 

Ciao Paolo!

E’ passato un po’ di tempo da quando hai disdetto l’abbonamento con Sky. Seguendo i tuoi suggerimenti e quelli di tutti i nostri clienti noi abbiamo lavorato sodo per migliorare la nostra offerta: oggi abbiamo questo, questo e quest’altro. Abbiamo così pensato di proporti una vantaggiosa offerta per farti vedere tutto questo con i tuoi stessi occhi. Trovi i dettagli qui sotto, ma puoi chiamarci per saperne di più. Speriamo di farti una cosa gradita, in ogni caso ti auguriamo delle splendide giornate di festa, comunque vorrai passarle!

Firmato: Mario Rossi, responsabile del Marketing

Ciao ciao Sky!

Ieri è arrivata l’ultima offerta di Sky per trattenermi, un anno a metà prezzo. Quantomeno una offerta decorosa, e fatta da una persona gentile e non esaurita come tutti quelli che avevano chiamato fino a quel momento. Ho cortesemente rifiutato, chiedendo anche di non venire ulteriormente disturbato, visto che se non hanno capito i motivi per cui non sono interessato alla loro offerta dopo sei telefonate non credo che potrò mai spiegarmi meglio.

Così oggi ho portato il decoder al centro Sky per la riconsegna. Interessantemente, Sky non ti sollecita per niente alla restituzione dello stesso, salvo che nel contratto c’è scritto che se non lo restituisci entro 30 giorni dalla disdetta del contratto (che per me è divenuta effettiva a fine Novembre, avendo manifestato tale decisione a Settembre: metterci quattro mesi per risolvere un contratto di fornitura domestica fa già pensare di suo) Sky allora pensa che te lo vuoi tenere, e te lo può far pagare un’iraddiddio (una volta era un milione e duecentomila lire, ora non so quanto vogliano ma non ho dubbi che un ritardo sarebbe uno strumento di ricatto ulteriore, del tipo: ci dovresti X, ma visto che siamo buoni puoi prolungare l’abbonamento per un anno e non ti chiediamo niente).

Quelli dello Sky center sono stati molto gentili (me li ricordo quando dieci anni fa, sempre da loro, feci il mio abbonamento al mio primo provider Internet, la gloriosa Flashnet, si vede che è gente che bazzica nel settore da tempo e non quei negozietti di servizio che vendono di tutto senza sapere cosa stiano vendendo). Ho restituito loro solo la tessera, il decoder e il telecomando (il cavo scart, quello di alimentazione e quello telefonico non sono richiesti), comunicato il codice cliente e  dopo la lunga procedura necessaria per stampare il foglio di reso (l’applicativo usato mi è parso una applet Java fatta con Oracle Application Server: web computing anyone?) sono tornato un uomo libero. Ho poi comprato un LNB dual feed, in modo da ricevere anche Astra, per venti euro, meno di qualsiasi prezzo in rete e a metà di quanto voleva Castorama.

Ah, che tempi, quando un LNB dual feed era una specie di oggetto del desiderio, che distingueva chi aveva un impiantaccio da chi invece cominciava ad avere qualcosa di serio (e poi più in alto, quelli con la parabola motorizzata, il lusso assoluto. Una volta c’era gente che non solo passava la serata a cercare un feed satellitare per vedere  la tv sudanese o quella finlandese, ma poi lo raccontava facendosi ganzo con i poveri mortali condannati alla programmazione in Seca che poi era cento volte migliore di quella di oggi, solo Canal Jimmy era una miniera di cose da vedere). Ho tolto il vecchio LNB mono (prodotto da Philips, perchè all’epoca erano oggetti tecnologicamente avanzati, oggi sono cinesaglie variamente assortite) che ha retto per nove anni giusto screpolandosi un po’, ho messo il nuovo e magia ho anche la CNN (l’ho preso apposta per questo) e Artè.

E così, in una comune giornata d’inverno, si chiude la mia avventura con Sky. Come direbbe Il Prigioniero, uno dei primi telefilm visti con Tele+: I am not a number, I am a free man!

Su Sky sto con Berlusconi

Il mio abbonamento con Sky è terminato ieri. Avevo cominciato con la tv via satellite nel Dicembre 1999 e Sky non ha fatto molto per trattenermi (la loro migliore offerta è stata la stessa che c’è per i nuovi abbonati, tre mesi a 15 euro)… come si dice: la fedeltà va premiata.

Ho disdetto Sky perchè non era più un fatto culturale, non c’era più niente di buono da vedere, non mi capitava più di parlare con qualcuno di cosa Sky avesse trasmesso.

Per cui sono del tutto, completamente ed assolutamente con Berlusconi, quando difende l’IVA al 20% per Sky: non c’è nessun motivo per cui Sky debba avere l’agevolazione dell’IVA. In questi anni è diventato un pessimo monopolista, con una programmazione sempre più scadente e dei nuovi canali assai penosi se non imbarazzanti.

Sky è solo un alibi per trasmettere le partite di pallone e i film porno (pare che il genere trans sia tra i più visionati). Hanno costantemente aumentato i prezzi negli ultimi anni, confidando nella ineluttabilità dell’abbonamento. Hanno tolto spesso il doppio audio in inglese e quasi sempre i sottotitoli in inglese, che per uno che ha l’agevolazione IVA perchè prodotto culturale è avere proprio una faccia come il culo.

Questa agevolazione vigeva perchè si voleva spingere il mercato della tv via satellite, ed è rimasta visto che agevolazioni (di altro tipo) sono state fatte anche per il digitale terrestre.

In questo contesto, la posizione del PD è la posizione di un branco di idioti, che pensa che Berlusconi si contrasti con una politica culturale per cui Sky è cultura. Sono talmente rincoglioniti che pensano che se la gggente invece di vedere le tv di Berlusconi vedesse quelle di Murdoch, allora non sarà più preda del virus berlusconiano. Sono talmente morti di fame che difendono Sky e il suo telegiornale, che ha una media d’ascolto di 15mila spettatori. Per carità, è anche fatto bene, però forse non vale la pena per un partito politico nazionale cercare di difendere quella che è stata una tribuna molto favorevole al governo Prodi. Mi sa che con 15mila voti non si vincono le elezioni.

Quanto all’ingiusto aumento dell’IVA, ma il governo i soldi dove dovrebbe prenderli? Tutti a piangere che le scuole crollano, i pensionati muiono di fame, la ricerca è strozzata, e il problema è che non si può pagare il 20% su Inglesi Superporche (un film finanziato dall’Unione Europea),  Il Tuo Odore Mi Eccita (pubblicità occulta per una nota marca di profumi),  La Prima Volta che Mia Moglie Prende un Cazzo Mostruoso (una rielaborazione post-moderna di King Kong), Sfondami… (genere novelle vague), Cosparsi di Crema (questo è il film gay), per citare la culturale programmazione di Sky?

Ed ultimo, nessuno a sinistra che avverta un senso di fastidio quando Sky manda degli spot contro il governo? Ora improvvisamente fare politica per chi la televisione è diventato giusto?

Sky continua, oltre il senso del ridicolo

E’ arrivato un altro messaggio di Sky. Ho fatto la foto al televisore che lo mostra, perchè credo che una immagine valga più di mille parole:

skymessaggio

Giuro che se mi chiamano da Sky dicendomi se mi immagino le mie tristi future serate a vedere la tv, io gli rispondo che la sera scopo.

Nel caso che voleste mai, anche solo pensare di, disdire Sky…

…sappiate che la strategia di recupero di Sky opera su due direttrici. La prima consiste in telefonate di signorine sempre più stressate (perchè è sempre più evidente che il cliente è irrecuperabile) che vogliono innanzitutto sapere il perchè, come mai non sono più interessato, eppure potrei pagare solo 15 euro al mese per i prossimi 4 mesi (e il quinto?) oppure fare un abbonamento base, oppure ci sono degli eventi gratuiti su prima fila (film porno etero e gay, il resto sono film che andranno in onda sui canali Cinema dopo 4 mesi).

La seconda strategia sono i messaggi che arrivano via ricevitore, tu ti stai beatamente facendo i fatti tuoi e vedi quella lucina gialla ansiogena, e i testi! I testi, sono un capolavoro di tecnica per farti strappare una lacrima, del tipo “Noi ce la mettiamo tutta per offrirti una programmazione sempre interessante” (capiscili, so’ ragazzi, daje ‘na mano), oppure “Proprio non riusciamo a convincerti a rimanere con noi?” che uno spera che dietro ci sia uno studio psicologico serio.

Vedete, cari amici di Sky che tanto rompete i santissimi a chiamarmi al telefono (basta, è la quarta telefonata che mi fate, e mancano ancora due settimane, a quanto vogliamo arrivare, a dieci? La prossima volta chiedo di parlare con l’amministratore delegato, che il mio tempo è troppo prezioso per sentirmi fare l’offerta per risparmiare 20 euro al mese per quattro mesi )   sempre più incazzati, e mandate messaggini sul decoder che manco Federico Moccia in coma diabetico li scriverebbe (beh, forse sì) il vostro problema che non riuscite a capire è che voi non siete in concorrenza con Rai e Mediaset, è evidente che la vostra offerta è migliore della loro, voi siete in concorrenza con Internet.

Se io devo aspettare un anno o più per vedere una serie televisiva americana, me la scarico da Internet, plain and simple. Se quando la trasmettete non ci mettete i sottotitoli in inglese ed in italiano, mi prendo i fansubs e ce li ho. Se non mi offrite la possibilità di vedere quello che voglio quando voglio, sarete sempre sconfitti dalla rete, che siano cose poco legali o anche piattaforme di tv via Internet, che se fanno schifo è solo perchè finora le ha fatte Telecom Italia, non sono sbagliate di per sè.

Avreste dovuto offrire a tutti i vostri abbonati MySky HD, tanto per cominciare, proprio perchè dovreste trasformarvi da una tv via satellite ad una tv on demand, invece avete avuto l’idea che per quei fessi come me, che vi foraggiano da dieci anni, quella opzione si paga. Cioè, io dovrei pagare ulteriori soldi per avere meno di quello che potrei avere gratis, dovrei arrivare a darvi 45 euro al mese (più un deposito cauzionale, che è anche ulteriore motivo di allegria sentirsi considerati dei mezzi ladri) per avere poco pochissimo, quando con la stessa cifra potrei noleggiare tanti di quei DVD o comprarne in numero sufficiente per soddisfare tutte le mie necessità.

Eppure, Sky in Inghilterra è considerata un paradiso di programmazione. E’ evidente che quando le aziende valicano le Alpi, subito si adeguano al modus operandi italiano, che ha come architrave l’idea che uno sia costretto a comprare servizi e prodotti di aziende italiane.

Sky mi aveva fatto smettere di sognare

Mi sono abbonato all’allora D+ nel lontano Dicembre 1999. Era una cosa fantastica, lo feci per vedermi Star Trek: Deep Space Nine in inglese sottotitolato e passai così dal mondo dei telefilm della Rai, trasmessi ogni tanto in orario ed ordine casuale, con un pessimo doppiaggio, al prodotto originale, trasmesso alle 21:00.

C’erano delle pecche, perlopiù la compressione adottata era molto alta e quindi le immagini si vedevano relativamente bene, ma c’era comunque il senso di partecipare ad una cosa che era un fatto innanzitutto culturale. Che fosse Star Trek o qualcos’altro, il giorno dopo se ne parlava. Attraversai poi il periodo della pirateria, rimanendo uno di quelli che pagava (anche perchè piratando avrei avuto accesso al calcio, di cui non me ne importava niente, e ai film porno con Rocco Siffredi, che mi avrebbero causato un certo qual senso di inadeguatezza). Dopo qualche anno arrivò Sky, in molti eravamo contenti perchè sognavamo la straordinaria qualità dell’offerta di Sky UK.

All’inizio la partenza fu in effetti con il botto, potevi passare una giornata a vedere Fox TV, i documentari di History Channel erano eccellenti, tutta la scelta era abbondante. Poi, piano piano, le cose sono andate peggiorando. History Channel ha cominciato a trasmettere delle docu-fiction, cioè attori che interpretano personaggi e vivono situazioni storiche, una cosa sicuramente ottima per il pubblico americano ma noi italiani avremmo varie migliaia di location storiche di cui parlare. Fox e gli altri hanno cominciato a riempirsi di pubblicità. I sottotitoli in inglese sono spariti e lo stesso doppio audio non è sempre presente. Gli stessi film su Sky Cinema hanno la sigla alterata dalla presenza di quei sottopancia e riquadri che annunciano il prossimo film. La guida alla programmazione è una pubblicazione approssimativa e la programmazione stessa è casuale, non sono riusciti dopo dieci anni a stabilire un principio del tipo “il martedì si fa un film di questo tipo, una retrospettiva su questo autore”. L’unica cosa che ho visto in questi ultimi mesi è stato In Treatment, ma anch’esso massacrato dalla scellerata idea di trasmettere una puntata al giorno, per cui alla fine l’ho perso.

Insomma Sky ha preso tutti i vizi delle tv gratuite, e mi rendo conto che ora pago 38 euro al mese per avere zero in cambio. Con la stessa cifra potrei noleggiare una quantità industriale di DVD, comprare addirittura il cofanetto di una stagione, oppure abbonarmi ai canali del digitale terrestre di Mediaset. Mi scoccia molto la sola idea di finanziare Berlusconi, ma alcuni di quei canali sono fatti molto bene, e sono anzi i canali che Sky avrebbe dovuto creare in questi anni, quando invece ha messo delle porcate tipo Axn, Fantasy, quello dedicato al pubblico maschile di cui nemmeno ricordo il nome, canali con un segnale molto compresso (per cui è tutto una tonalità di grigio) e con una programmazione del tipo “ai maschi piace la figa”, quindi carrellate di grandi successi della commedia sexy degli anni ’70, telefilm di serie B e così via.

Ieri allora li ho chiamati per salutarli, e mi sono indispettito perchè l’operatrice, per quanto cortese, mi ha detto che secondo loro dovrei anche pagare le spese amministrative per la fine anticipata del contratto, quando la legge Bersani stabilisce termini ben diversi, e in particolare che eventuali spese amministrative per la fine del contratto debbano essere prima approvate da me (perchè se invece di 60 euro me ne avessero chiesti 6mila?) e poi debbano essere documentate al centesimo, per cui nella disdetta che gli ho mandato oggi gli ho intanto ricordato che mi devono rendere entro trenta giorni il deposito cauzionale che si pagava all’epoca (non so nemmeno se il ricevitore sia il mio o il loro, ma nel dubbio glielo restituirò tanto è una inutile scatola vuota) e li ho diffidati dal chiedere qualsiasi somma in base ad interpretazioni irragionevoli della legge.

Il prossimo passo sarà l’acquisto di un ricevitore satellitare per i canali in chiaro. Oggi un oggetto del genere costa 50 euro, nel lontano Dicembre 1999 veniva dal mezzo milione di lire in su.

Il progresso, sempre tardi arriva.