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Dello spot del Pride di Roma 2010

Segnalo questa analisi dello spot per il Gay Pride Romano:

Un mondo di consumatori, che si sentono liberi perché vanno al Gay Village, bevono una birra gaynel privato (“a scuola mi prendono in giro” “non riesco a dire ai miei che sono gay” CHE FARE?) mai quelli che può avere come soggetto politico (“il Vaticano dice che sono moralmente disordinato”, “il sindaco della mia città non mi riconosce diritti”… CHE FARE?).

Un gay perfettamente inserito nella società omofoba che si accontenta di sopravvivere in un ghetto vuoto di cultura perché a lui gli interessa il consumo, non la cultura (cioè lo spirito critico). alla Gay Street, e se, rientrando la sera dal Coming, vengono aggrediti, hanno anche una Gay Help Line (la cui pubblicità sottolinea solo i problemi che i gay può avere

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