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Gesù Cristo è morto di freddo

Stefano Cucchi muore quando è nelle mani dello Stato, e nessuno è colpevole.

I trecentosei del terremoto dell’Aquila che non presero alcuna precauzione durante lo sciame sismico perché la Commissione Grandi Rischi disse che non c’erano rischi di terremoto (attenzione: non che non si poteva sapere, ma che non c’era motivo di allarmarsi, quindi dando una indicazione esplicita), sono morti e pure lì nessun colpevole.

I tremila che sono morti per il disastro della fabbrica Eternit vanno a fare compagnia a tutti questi, perché anche lì nessun colpevole che sia punibile.

 

Non so se si vede la terribile progressione geometrica e quanto questa metta a rischio l’esistenza stessa della nostra democrazia.

 

(In titolo, una espressione del dialetto romano che si usa per indicare quando, anche di fronte ad una colpa evidente, nessuno ne va a rispondere. In aggiunta, ricordo quando dopo il terremoto dell’Aquila i primi documenti che vennero recuperati dall’Archivio di Stato dell’Aquila furono quelli del processo del Vajont che, per lunghe vicende, si tenne proprio all’Aquila e dove, anche lì, vennero tutti assolti. Il fatto che i primi documenti trovati, tra il milione ed oltre che ci sono nell’Archivio di Stato, siano stati quelli dell’Aquila non si deve al caso, ma ad una scelta politica di dare un’indicazione e un suggerimento: assolveteli tutti e fate finta di niente.)

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Grassi e stupidi

Non so quanto siano vere le stime per cui il 20% dei romani non si è recato al lavoro temendo il terremoto, in azienda mi è parso di vedere la stessa quantità di facce. E’ anche vero che di traffico sull’Appia ce ne era molto poco e molto meno del solito, mentre mano mano che uscivo dalla Capitale per andare nella provincia tornavo ai livelli usuali (del resto, il terremoto era a Roma, mica in provincia, lo sanno tutti che un terremoto che deve radere al suolo Roma, appena arriva al Raccordo si ferma e anzi torna pure indietro).

Ho avuto un paio di pensieri al riguardo.

Il primo riguarda il penoso stato della scienza in Italia, penosa anche per gli atteggiamenti di alcuni dei suoi difensori. Alcuni dicono che “se non c’è stato il terremoto, allora la profezia di Bendandi era sbagliata”, e questo è del tutto sbagliato, non certo migliore di quelli che sanno già del complotto contro colui che ha scoperto la verità e il terremoto non c’è stato ma chissà cosa c’è sotto, signora mia.

Un terremoto potrebbe esserci (speriamo di no, diciamo) ma non sarebbe per quanto ha detto questo Bendandi. Questo perché la probabilità di  un terremoto a Roma non è mai nulla, solo bassa.

Quello che uno dice, il modo in cui giunge ad una previsione, è significativo anche per il valore della stessa: altrimenti facciamo come quelli che, dati statistici alla mano, possono dimostrare che i bambini sono portati dalle cicogne, visto che spesso li si vedeva sui camini delle case dove era appena nato un piccolo (lo studio statistico, fatto negli anni del dopoguerra in USA, mostrava questi dati in modo incontroverso: la spiegazione era non tanto legata alla riproduzione degli esseri umani – che sì, avviene come tutti sappiamo – ma al fatto che per asciugare i pannolini dei neonati, che erano fatti in stoffa, il camino era sempre acceso e la cicogna ci si scaldava vicino).

La teoria di Bendandi è un mucchio di pseudo-scienza, tremendamente rozza per essere fatta anche ad inizio del ‘900, visto che si basa sull’idea di un supposto effetto cumulativo dell’attrazione gravitazionale dei pianeti, del Sole e della Luna, e l’effetto dei pianeti e del Sole sulla gravità terrestre è molto minore di quello causato da un raduno di persone ad un concerto rock, e nessuno ha ancora messo in relazione i tour di Madonna con le scosse sismiche (anche se i nonni di Madonna erano di Pacentro e Pacentro sta in Abruzzo: vuoi vedere…)

L’altro punto, è che questa storia ha tutti i confini della leggenda metropolitana: tutti abbiamo sentito dire che c’era una previsione, ma chi l’ha fatta per primo? Chi l’ha pubblicata? C’è un paziente zero? Anzi un post zero?

Sembrerebbe quasi che si sia trattato di un esperimento sociologico, per vedere come iniettare cazzate dentro Facebook e farle propagare. Non mi stupirei se tra qualche giorno uscisse un Wu Ming della sociologia a spiegarci quanto siamo coglioni. O magari – lasciatemi sognare – qualcuno che ha deciso di educarci, di farci riscoprire il senso critico nel valutare le notizie, il senso di dare l’amicizia a qualcuno su un social network, perché magari poi entriamo in contatto con personaggi che non mostrano alcuna capacità di filtrare loro per primi quello che ci dicono.

Grassi e stupidi: i romani che si sono presi il giorno di ferie, perché non si sa mai (anche il bar gestito dai cinesi era chiuso “Per lavoro”). Grassi nel loro potersi permettere un lusso, e stupidi nel giustificarlo in questo modo. E’ comunque una brutta miscela.

Le previsioni di un terremoto a Roma l’11 Maggio 2011

Ecco signora mia, guardi che lo dicono tutti, ci sarà il terremoto, ma io mi organizzo per tempo e porto i figli al mare (ottima idea, metti caso ci fosse uno tsunami) anzi in montagna (beh nel reatino c’è stato uno sciame sismico che è durato dei mesi).

Il sonno della ragione genera mostri, e questo del terremoto dell’11 Maggio prossimo venturo è uno di quelli insidiosi: in fondo, anche se non c’è nessun pericolo concreto, che vuoi che ci sia di male se uno si prende un giorno di ferie? Giusto per sicurezza.

Sicuro, l’11 Maggio uno può fare quello che vuole, anche la figura da fesso, oltreché iscriversi a qualche gruppo di Facebook giusto per non sentirsi solo ma anzi insieme ad altri fessi, ma sarà il caso di chiarire i termini della vicenda.

A cavallo tra ‘800 e ‘900 visse Raffaele Bendandi, che in assenza di una educazione formale sviluppò una sua teoria sui terremoti: lasciò inoltre delle previsioni su quando i terremoti si sarebbero dovuti verificare, ed in almeno un caso (un terremoto nelle Marche all’inizio del ‘900) ci prese in pieno, con tanto di titoloni del Corriere della Sera, e anzi ad un certo punto l’invito pressante del fascismo a non fare ulteriori previsioni, per non far fuggire i turisti dall’Italia.

Oggi, secondo alcuni, le previsioni di Bendandi dicono che ci sarà questo terremoto a Roma, di qui a qualche settimana.

Cerchiamo di mettere in ordine le cose, cominciando dalle previsioni.

Non c’è nessuna previsione su Roma nel 2011, perché le previsioni fatte dal Bendandi si fermano al 1977. Non so per quale motivo uno che muoia nel 1978 faccia previsioni fino al 1977, che nessuno può controllare, e non si spinga in avanti, giusto per dimostrare di non avere avuto solo fortuna nell’indovinare in un caso, ma questo è un pensiero mio che non deve distrarre nella disamina dei fatti. Riepilogando:

1) Non c’è nessuna previsione su un terremoto a Roma il prossimo 11 Maggio 2011.

Queste previsioni non venivano fatte a caso, ma in base ad una teoria sviluppata dal Bendandi stesso, di cui ora ci occupiamo.

Secondo tale teoria, la posizione di Sole, Luna e altri pianeti ha un effetto sulla crosta terrestre, portandola in tensione e quindi scatenando i terremoti.

Ora, si deve tutto il rispetto ad una persona che non ha studiato, ma questa è una stupidaggine, tipica di chi non ha appunto studiato.

Il motivo è nei fatti molto semplice: la forza di gravità esercitata da un corpo su un altro dipende dalla massa dei corpi (e i pianeti ne hanno di massa!) ma diminuisce in modo quadratico con la distanza: ad una distanza doppia, vale un quarto, ad una distanza decupla vale un centesimo.

Ora, tralasciando per un attimo Sole e Luna (ci torno dopo) tutti gli altri pianeti del sistema solare sono troppo, troppo, troppo lontani per poter avere un qualsiasi effetto misurabile sulla Terra da qualsiasi cosa che non sia uno strumento di altissima precisione: ad occhio e croce, l’effetto che ha Giove su ciascuno di voi è molto minore dell’effetto che ho io, con il mio corpo e la mia massa,  sul vostro corpo e la vostra massa: la mia massa genera un po’ di gravità (poca) ma sono tanto più vicino a voi da avere un effetto maggiore: e credo che nessuno voglia accusarmi di aver causato qualche terremoto semplicemente spostandomi. Anzi stasera la mangio la carne? Che se poi aumento di massa, non è che altero il campo gravitazionale terrestre? Ricapitolando:

2) I pianeti del Sistema Solare non possono generare una forza di gravità significativa tale da essere evidente addirittura in senso geografico.

Quanto al Sole, questo ha un certo effetto gravitazionale sulla Terra, ma non vi sfuggirà che la Terra gira intorno al Sole, e le variazioni di gravità che si possono definire, oltre a variare proprio per la rotazione, non sono certo significative: oppure vi risulta che la sera, quando dormite, pesate di meno (non parlo di ciccia che avete, parlo proprio di peso!) e la mattina, quando c’è il Sole, pesate di più?

Noterete, infatti, che la gravità che c’è sulla Terra è causata dalla Terra stessa, non dal Sole, prova ne sia che se vi spostate sulla Luna, che in termini di distanza dal Sole è messa praticamente come la Terra, lì pesereste molto di meno, perché quasi l’unica gravità presente sarebbe quella lunare. Ricapitolando:

3) La quasi totalità degli effetti di gravità presenti sulla Terra sono dovuti alla Terra stessa.

Rimane la questione della Luna, che in effetti causa delle maree e quindi un effetto sulla Terra ce l’ha: non vi sfuggirà che le maree sono cicliche, e che a nessuno sia mai venuto in mente (o meglio, gli sarà venuto in mente ma le verifiche hanno avuto esito negativo) di mettere in correlazione le fasi lunari con i terremoti.

4) La Luna causa delle maree in modo ciclico, e nient’altro.

Si potrebbero aggiungere almeno altre due argomentazioni alla confutazione di questa simil-teoria: la prima è che ci sono stati, in passato, allineamenti dei pianeti del Sistema Solare, che quindi avrebbero dovuto produrre dei cataclismi che fortunatamente non si sono verificati; la seconda, che la quantità di energia che viene sprigionata da un terremoto (l’ultimo ha spostato il Giappone di alcuni metri) è talmente elevata che non può essere ottenuta dalla forza di gravità di un pianeta: forza che, per avere effetto, dovrebbe peraltro essere concentrata su un punto, mentre sia il supposto pianeta che la Terra continuano a girare per i fatti loro, non consentendo di esercitare una forza in modo costante.

Quindi, uno può credere a quello che vuole, riguardo l’11 Maggio 2011: ma questa teoria del  Bendandi è incongrua e inapplicabile. L’11 Maggio ci può essere un terremoto nella Capitale, come in qualsiasi altro giorno dell’anno: se uno vuole, nel dubbio, cogliere l’occasione di ricordare che viviamo in un’epoca oscurantista, si accomodi. Bendandi almeno aveva la scusante di non aver potuto studiare.

Magnitudo di un terremoto, giusto per essere chiari

Il terremoto dell’Aquila era di magnitudo 5.9, quello del Giappone di oggi era di magnitudo 8.9.

La differenza di 4 gradi di magnitudo significa che il terremoto giapponese ha liberato 32^4=più di un milione di volte di più di energia di quello dell’Aquila.

E’ vero che in un terremoto conta anche l’epicentro e l’ipocentro, oltre che la conformazione del terreno, ma sarebbe utile tenere a mente questo numero – UN MILIONE – quando ci dovremo ricordare che razza di assassini hanno progettato quelle case che in Abruzzo sono venute giù come se fatte di cartone.

Un milione di volte è come la differenza che passa tra un secondo e dodici giorni.

“L’Aquila, città mia abbandonata”

L’Aquila, città mia abbandonata.

Sempre per la storia delle due sponde dell’Atlantico

L’ineffabile ministro Brunetta ha dichiarato alle agenzie di stampa che vuole togliere Facebook ai dipendenti pubblici. In realtà, a leggere la direttiva firmata dall’ineffabile suddetto, non c’è traccia di questo proposito, solo un generale e condivisibile richiamo a norme di buon comportamento (sia di chi usa il computer, sia di chi glielo mette a disposizione) che sono già largamente in corso d’opera. Però certo la dichiarazione aiuta a fare scena, a distrarre dal puttanaio (in senso letterale) che riguarda il premier, e c’è dietro una idea che l’unico mezzo di informazione che non è asservito al premier e alla sua combriccola deve essere controllato, solo quello che viene giudicato degno di comunicazione deve arrivare al popolo che potrà così votare nel modo più giusto e corretto.

(Per dire, Berlusconi voleva consegnare le lauree ad honorem agli studenti di ingegneria morti nel terremoto dell’Aquila, ma non se ne è fatto niente, perchè le famiglie si sono alquanto incazzate. Quanti telegiornali l’hanno detto?)

Nel frattempo, Obama nomina un capo federale della sicurezza informatica, perchè “cyberspace is real“.

Canti e controcanti, con un nesso

Da Repubblica.it, sulla vita nelle tendopoli dopo il terremoto:

Il regime di vita, totalmente assistito, prevede in cambio però silenzio e ridotta capacità visiva. La nota della signora N. F., che il timore di rappresaglie induce a negare la propria identità, dimorante al campo base Italtel 1: “Capisco la sicurezza, ma con questa necessità si annienta ogni libertà di espressione. Al mio campo si entra e si esce solo con un badge di identificazione. Una sera iniziai a discutere con amici della necessità di fare qualcosa, muoverci, capire. Si forma un crocchio di una decina di persone e io inizio a interrogarmi ad alta voce. Passa qualche minuto e si fa vivo il muso di una camionetta dei carabinieri. Ci spiegano che ogni assembramento avente natura politica dev’essere autorizzato e che loro, finché non fosse terminato il nostro conciliabolo, sarebbero rimasti lì ad ascoltare”.

Articolo 17 della Costituzione della Repubblica Italiana:

I cittadini hanno il diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.

Urania Collezione è una collana di fantascienza, figlia della celeberrima Urania, nata con lo scopo di pubblicare il meglio che si è visto nei cinquanta e più anni della collana maggiore. Le scelte finora non sono state esaltanti, molti autori sono assenti e altri inutilmente troppo presenti. Un po’ di tempo fa, hanno pubblicato un altro libro di Ron Hubbard, il fondatore di Scientology. Questa cosa ha dato fastidio a molti, me compreso, perchè il livello letterario dell’autore è bene messo in ombra da ciò che Scientology oggi fa nel mondo, per cui insieme ad altri abbiamo protestato. Altri hanno protestato ben più fortemente, riempiendo il blog di incazzature (magari non sane, nel senso che non ne vale la pena). La vicenda è stata così descritta sullo stesso blog di Urania:

Dopo la campagna anti-hubbardiana alimentata da un sentimento di intolleranza del tutto fuori luogo rispetto alle offerte proposte da “Urania”, ci siamo così trovati alle prese con il primo significativo caso di attacco sistematico al nostro blog. A dimostrazione che la spazzatura elettronica non viaggia attraverso la rete informatica solo sulle ali dei bot, ma si serve anche di ignari ospiti umani.

Cioè, la protesta (civilissima) di chi osserva che Scientology è una setta e quindi fargli pubblicità anche se indirettamente non è una buona cosa, viene messa allo stesso livello di chi trascende e si scatena in uno scazzo più forte. Un po’ come Brunetta che dice che gli studenti che protestano sono dei guerriglieri, o Berlusconi che dice che chi lo contesta è un delinquente rosso, nemico della democrazia.

Chi protesta, è “spazzatura”. Chi è contro, è un esempio di intolleranza.

Una legge che andava fatta, no?

Grazie, grazie a tutti

“Non mi preoccupa il Berlusconi in sè, mi preoccupa il Berlusconi in me” (Giorgio Gaber)

(Articolo).

Le colpe di Bertolaso

A me, i burocrati che sono autocratici, apprezzati da tutti, che non hanno però nessuna responsabilità politica, non piacciono e anzi ne diffido. Nè impazzisco per Bertolaso, la cui carriera è decollata dopo il Giubileo del 2000, quando molti ragazzi che erano obiettori di coscienza vennero distaccati ad aiutare nell’organizzazione del Giubileo: si sa, a Roma i preti hanno pochi soldi e non possono pagare nessuno, è giusto che lo Stato se ne faccia carico, e tolga persone dall’assistenza sociale aiutando la Curia. Bravo Bertolaso, apprezzato da ambo gli schieramenti: che in Italia se stai sul culo alla Chiesa di sicuro non arrivi in certi posti.

Ma a parte la naturale diffidenza verso gli autocrati, dovremo pur parlare delle colpe sue e della commissione Grandi Rischi, che ha trovato il tempo di riunirsi all’Aquila pochi giorni prima del terremoto, solo per analizzare gli stessi dati che poteva analizzare standosene a Roma, ma non trovando il tempo di ascoltare l’unico che qualcosa aveva previsto. Evidentemente, la commissione Grandi Rischi è andata all’Aquila per farsi la scampagnata. Del resto, quello che hanno detto (va tutto bene madama la marchesa) è stato il loro unico atto conseguente alla riunione. Poi boh, magari avranno mangiato un po’ di torrone d’Abruzzo e i confetti di Sulmona, questo non è dato sapere.

Su Repubblica.it di oggi parla uno dei sopravvissuti:

Da quasi 4 mesi erano state registrate quasi 200 scosse con epicentro a L’Aquila e dintorni. Non poteva essere un evento che rientra nei limiti del normale, come si è sentito dire. Nelle ultime settimane erano incrementate di numero ed intensità. Eppure le voci ufficiali erano rassicuranti. “Non creiamo allarmismi”.

Ma perché essere preoccupati di dare un allarme consapevole? Noi medici siamo obbligati da anni al consenso informato. Quando io intervengo su un aneurisma cerebrale sono COSTRETTO giustamente a dire e quantificare il rischio percentuale di mortalità. E i Pazienti lo accettano. Non fanno gesti inconsulti.
Questo è il mio principale rammarico. Nessuno ha offerto istruzioni calme, rassicuranti, civili, informate. La mia piccola storia assieme alle centinaia di storie di amici, mi ha insegnato che se avessi avuto una torcia elettrica sul comodino non mi sarei fratturato la colonna vertebrale, se avessi avuto un cellulare a portata di mano avrei chiesto aiuto per me e per il palazzo accanto, se molti avessero parcheggiato almeno un’auto fuori dal garage ora l’avrebbero a disposizione, se in quell’auto avessero (e io avessi) messo una borsa con una tuta, uno spazzolino da denti e una bottiglia d’acqua, si sarebbero tollerati meglio i disagi. Se si fosse tenuta una bottiglia d’acqua sul comodino, se si fosse evitato di chiudere a chiave i portoni di casa, se si fosse detto di studiare una strategia di fuga…. Pensate a chi è rimasto incarcerato per ore senza poter comunicare con l’esterno perché aveva il cellulare in un’altra stanza, o perché non trovava al buio le chiavi di casa, come le ragazze di un palazzo a fianco a me già semi sventrato: 6 ore sotto un letto, con la terra che continuava a tremare, perché la porta era chiusa a chiave, senza una torcia elettrica e senza cellulare per chiedere aiuto!

C/C vittime terremoto

G. per molti anni è stato professore all’Aquila, ed è originario di quelle parti. Mi ha inviato questa mail per una richiesta di aiuto, da parte di un suo ex studente, che vi riporto qui. Vi prego di considerarla, e di comportarvi nel seguente modo, se volete fare una donazione: se vi fidate di me potete fidarvi di questo contenuto, altrimenti ignoratela.

cari amici
vi scrivo questo messaggio per comunicarvi la mia intenzione di voler aiutare direttamente una serie di amici dell’aquila che si trovano in una seria e drammatica condizione che, in questo momento, è soprattutto economica. sono amici molto cari che hanno la necessità impellente di avere una minima liquidità per poter gestire questa fase immediatamente successiva alla tragedia. la situazione per loro è veramente drammatica dato che non sono riusciti a recuperare dalla loro casa neanche i vestiti figuriamoci un bancomat per poter prelevare dei contanti.
molte persone mi hanno chiesto come poter intervenire direttamente senza fare donazioni o versamenti su conti correnti dei quali non sappiamo da chi siano gestititi e in che maniera.
per questo mi faccio promotore di questa iniziativa di raccolta di soldi da distribuire direttamente a queste persone che conosco personalmente. in questo momento non c’è tanto bisogno di materiali ma di liquidità;
quindi se pensavate di intervenire questa è; sicuramente la strada più giusta
l’unica garanzia di sincerità e di buon fine di questa raccolta che vi posso dare è il mio nome
se volete intervenire mi potete contattare tramite mail o al cellulare [QUESTO POST E’ STATO MODIFICATO PER RAGIONI DI PRIVACY]

ho aperto un conto corrente intestato a me, mi sembra il modo più veloce e diretto

TIZZANO GAETANO
IBAN: IT96 O030 6903 2901 0000 0004 148
INTESA SANPAOLO SPA
FILIALE ROMA 54

grazie

gaetano tizzano

p.s. se volete spendere anche il vostro nome potete girare la mail a chi ritenete possa essere interessato