Archivi Blog

La legge del più forte per i tassisti

Da alcuni giorni, i tassisti sono in uno sciopero selvaggio, perché reclamano che il governo vari subito delle norme che limitino la possibilità per Uber (e servizi similari) di operare.

Uber è forse l’esempio meno buono della cosiddetta sharing economy, perché l’idea che ognuno possa mettersi a fare l’autista è una idea malsana: è necessario che gli autisti siano scelti passando un apposito esame, siano sottoposti a controlli medici e diano garanzie di affidabilità. Nessuno può apprezzare l’idea di stare in macchina con un pazzo alla guida, magari un po’ alticcio o con la tendenza ad infilare le mani dentro le gonne delle clienti o rubare soldi.

Ma, va pure detto, dubito esista una categoria meno difendibile dei tassisti. Ho riso, ma proprio riso, quando ho sentito un loro rappresentante dire che se uno ha un problema con un tassista può sempre rivolgersi all’apposito ufficio del Comune. Tutti sappiamo che i Comuni non fanno niente, mai niente, ma niente niente, contro i tassisti: se il problema è serio, rivolgiti ai Carabinieri, non certo al Comune, perché i sindaci hanno bisogno anche dei voti dei tassisti per vincere le elezioni.

Anni fa, i tassisti romani misero in giro la voce che la moglie dell’allora sindaco Rutelli, Barbara Palombelli, aveva degli interessi privati nella cooperativa che gestiva le soste nelle aree blu. Non era vero, ma è stato molto utile a delegittimare Rutelli e la bufala prosegue ancora oggi.

Tornando ai tassisti, non mi fanno invece ridere quando li incrocio in macchina, perché (sopratutto a Roma) hanno uno stile di guida spericolato e pericolosissimo: quando li vedo, preferisco spostarmi, perché so che loro ti puntano dritto, tanto alla fine ti sposti te.

Non mi fanno nemmeno ridere quando prendo il taxi per l’aeroporto: a Napoli è sostanzialmente obbligatorio accettare di pagare una tariffa fissa, decisa dal Comune, per andare e tornare a Capodichino. La tariffa è estremamente conveniente per i tassisti e se invece chiedi il tassametro, sappi che poi ti chiederanno di pagare il pedaggio per la tangenziale, i bagagli e qualcos’altro, senza considerare che proveranno ad allungare per aumentare il margine. Paga e stai zitto.

Infine, mi fa proprio incazzare che i tassisti non paghino tasse, siano del tutto esenti. Le ricevute che ti rilasciano sono dei pezzetti di carta senza valore legale, tanto che in media dichiarano 1000 euro al mese di redditi, una cifra che sappiamo tutti potranno fare in due o tre giorni di lavoro.

C’è poco che i tassisti oggi si lamentino di quanto lo Stato sia debole: hanno contribuito pure loro, evitando accuratamente di pagare tasse per anni ed anni, ingannando noi clienti in ogni occasione possibile, facendo i prepotenti con gli automobilisti sempre contando su una protezione politica.

A brigante, brigante e mezzo. Uber non è una corporation che ha a cura la responsabilità sociale, però ci potevate pensare prima.

Ora vedete che effetto fa la legge del più forte, stronzi.